Donato Bilancia, serial killer condannato a 13 ergastoli per diciassette omicidi e 16 anni per un tentato omicidio, è morto per Covid al carcere Due Palazzidi Padova. I delitti attribuiti a BIlancia sono avvenuti tra il 1997 e il 1998 tra la Liguria e il Piemonte.
Nel 1998 Bilancia era stato condannato a 13 ergastoli per 17 omicidi e a 13 anni di carcere per un tentato omicidio. Aveva compiuto i delitti in Liguria e in basso Piemonte.
Bilancia era nato a Potenza nel 1951, aveva iniziato a rubare da ragazzo e aveva una dipendenza dal gioco d’azzardo. La prima persona che uccise fu un biscazziere, seguito da un altro biscazziere e dalla moglie e da una coppia di coniugi proprietari di una gioielleria. Dal 9 marzo al 29 marzo 1998 uccise tre prostitute e ne ferì gravemente una quarta; in quell’occasione uccise i due metronotte che stavano cercando di soccorrerla. La testimonianza dell’ultima prostituta permise alla polizia di tracciare un primo identikit di Bilancia. Per questi omicidi, venne soprannominato il serial killer delle prostitute. Dal 12 al 18 aprile uccise tre donne, tra cui un’altra prostituta, su tre diversi treni in Liguria; per questo è conosciuto anche come mostro dei treni.
Venne arrestato dopo che un suo amico, che gli aveva venduto l’auto, andò a denunciare la mancata formalizzazione del passaggio di proprietà per aver ricevuto delle multe prese da Bilancia. La polizia lo rintracciò grazie all’identikit realizzato con l’aiuto della prostituta. Dopo l’arresto Bilancia confessò tutti i crimini.
Bilancia scontò i primi anni di prigione al carcere di Marassi a Genova, per poi essere trasferito a Padova negli ultimi anni. Era soprannominato “il mostro dei treni” o “il serial killer delle prostitute”. Venne arrestato nel 1998, a tradirlo fu l’auto usata per alcuni suoi spostamenti.




















