Il fumo di cannabis crea danni polmonari simili a quelli provocati dal tabacco, ma in un tempo decisamente inferiore. È quanto emerge dallo studio condotto dall’Università di Modena e Reggio Emilia, con il gruppo di Alessandro Stefani, e dall’Azienda ospedaliero universitaria di Modena, con il gruppo di Simona Guerzoni.

La ricerca dimostra che il fumo di cannabis è correlato con lo pneumotorace spontaneo, ovvero la penetrazione di aria nella cavità pleurica a seguito della rottura di una bolla di enfisema presente sulla superficie del polmone e può provocare sintomi respiratori e alterazioni polmonari. “Questa ricerca – commenta Stefani – è la prima che evidenzia che i fumatori di cannabis operati per pneumotorace corrono maggiori rischi dopo l’intervento. Da notare anche la giovane età dei soggetti, 25 anni in media.
Alcuni di questi ragazzi, fumatori abituali di marijuana, presentavano già sintomi e danni polmonari di una certa gravità, assimilabili a quelli di un fumatore di sigarette di lunga data”.

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