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Il Movimento 5 Stelle di Torino si spacca sulle Olimpiadi

Manca il numero legale in Consiglio: maggioranza sotto. E Zaia candida le Dolomiti

Chiara Appendino, sindaca di Torino

Forse quello che sta accadendo a Torino sulle Olimpiadi Invernali può destare qualche preoccupazione sul governare, come tra il dire e il fare non sia semplice neppure per i “garanti”. La notizia fresca e per un certo verso stupefacente era l’ok di Beppe Grillo alle Olimpiadi. Come dire: se le facciamo noi ci si può fidare. Ma i primi a non starci sembrano i grillini torinesi.

Non è la prima volta che accade. Alla vigilia del voto a Roma per l’elezione della Raggi, fu l’attuale leader del Movimento Luigi Di Maio ha stupire tutti nell’ultima intervista televisiva: se vinciamo noi le Olimpiadi a Roma si faranno. E tutti sanno come invece è andata a finire.

Oggi, per la prima volta da inizio amministrazione, in Consiglio comunale a Torino è mancato il numero legale proprio nella seduta in cui all’ordine del giorno vi era una mozione del Pd sulla candidatura di Torino per i Giochi invernali del 2026. Assenti, tra i banchi della maggioranza, i consiglieri Damiano Carretto, Daniela Albano, Marina Pollicino e Viviana Ferrero. Assenze che le minoranze hanno rimarcato non rispondendo all’appello e mandando ‘sotto’ la maggioranza.

Intanto Chiara Appendino ha fatto sapere di voler inviare una lettera al Coni con una manifestazione di interesse della città. “Mercoledì, in seguito al consiglio metropolitano, manifesteremo con una lettera al Coni l’interesse della città”, scrive la sindaca in un post sul blog delle stelle. “Ci sembra giusto manifestare un interesse, nonostante il rispetto al regolamento Cio, per una azione di buon senso volta a rivalorizzare quanto esistente e servibile, in ottemperanza al miglior epilogo sperabile che simili investimenti collettivi possano generare come ricaduta per il futuro post olimpico sul nostro territorio tutto”, aggiunge.

“Successivamente, entro luglio, il Cio renderà pubbliche le sue condizioni e a quel punto si deciderà il da farsi – dice ancora – lo stesso Cio nei suoi documenti segna una nuova direzione nell’organizzazione dei Giochi, guardando proprio alla sostenibilità, al riuso degli impianti e a budget sensibilmente più bassi rispetto al passato. Ci tengo a precisarlo: non si tratta di una candidatura, si tratta di una manifestazione di interesse”.

“Vogliamo dimostrare – prosegue Appendino – che un’idea diversa di olimpiadi esiste e siamo in grado di metterla in piedi. Vogliamo creare un nuovo modello che sia un esempio per tutti gli eventi futuri e di cui i cittadini possano vivere i benefici non solo nel ricordo ma nei servizi e nella qualità della vita offerta dal territorio post-olimpico”.

“Si tratta di una sfida importante, ne siamo consapevoli. Ma siamo anche consapevoli di avere tutti gli strumenti per affrontarla, di avere le idee, le competenze ed una Rete tale da garantire che l’eventuale organizzazione dei Giochi Olimpici Invernali 2026 avverrà secondo un nuovo modello progettuale e gestionale che possa diventare un modello internazionale”, aggiunge.

Ma Torino non è l’unica città interessata ad ospitare le Olimpiadi. Luca Zaia ha infatti annunciato di voler proporre “una candidatura Dolomitica coordinata tra Veneto, Bolzano e Trento”. “Sarebbero Olimpiadi ad impatto zero, senza cemento, fortemente rispettose di un ambiente unico come quello dolomitico, da quasi 10 anni divenuto Patrimonio dell’Umanità Unesco”, ha affermato il governatore del Veneto.

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