La pandemia da coronavirus ha fatto emergere la realtà del mercato della maternità surrogata in Ucraina e la mancanza di tutela per i diritti dei neonati. Lo racconta il Corriere in un’inchiesta di Monica Ricci Sargentini.
Ieri Mykola Kuleba, il commissario del presidente ucraino per i diritti dei bambini, ha messo il dito nella piaga con un lungo sfogo su Facebook: «La maternità surrogata in Ucraina viola i diritti dei bambini. La situazione creata dai neonati in un hotel mostra ancora una volta la mancanza di rispetto dei diritti umani per i nati da madri surrogate. Semplicemente l’Ucraina è diventata un negozio online internazionale per la vendita di neonati. E non sappiamo nemmeno quali siano veramente i numeri».
Nel limbo
Il governo è alle prese con un centinaio di bambini commissionati da cittadini stranieri che, causa lockdown, non sono riusciti ad andarli a prendere. «Ma se la quarantena sarà estesa diventeranno migliaia» ha detto ieri alla France Prese l’ombudswoman ucraina per i diritti dell’infanzia Lyudmila Denisova sollecitando il governo a trovare una soluzione immediata al problema. Si tratta di bambini non ancora registrati all’anagrafe, senza cittadinanza, nome, tutore legale. Al momento, secondo i dati forniti da Denisova sono 51 i neonati sistemati nella hall dell’Hotel Venezia a Kiev, tutti nati grazie ai servizi dell’agenzia Biotexcom che rappresenta la più grande fetta del mercato nel Paese. I genitori intenzionali, come vengono chiamate le coppie che si rivolgono alla maternità surrogata, provengono da dodici Paesi: Cina, Stati Uniti, Italia, Spagna, Gran Bretagna, Francia, Germania, Bulgaria, Romania, Austria, Messico e Portogallo. «Il problema non è stato ancora risolto — ha spiegato Denisova che in questi giorni ha incontrato i rappresentanti delle diverse ambasciate —. Stiamo lavorando a un meccanismo per uscire dall’impasse». Alcuni Paesi, come l’Italia e la Francia dove la maternità surrogata è vietata, si sono rifiutati di fornire alle coppie una dichiarazione d’urgenza per viaggiare nonostante il lockdown. L’ambasciatore italiano a Kiev Davide La Cecilia ha risposto a un appello lanciato dalla Rete italiana contro l’utero in affitto dicendo di aver «guardato con grande disagio e preoccupazione le immagini del video diffuso in rete dalla Biotexcom di Kiev dei neonati radunati in una stanza in attesa dello sblocco della situazione che li riguarda e non esito a definirle aberranti».
I prezzi
Sono circa cinquanta le cliniche in Ucraina che offrono servizi di Gestazione per altri a prezzi imbattibili rispetto agli Stati Uniti: tra i 40mila e i 65mila euro contro i 150mila dollari degli Usa. La crisi economica ha spinto molte donne ucraine a rendersi disponibili alla pratica. Il loro compenso si aggira sui 30mila euro.
