Maldive nel caos. Il presidente della Corte suprema delle Maldive Abdulla Saeed e un altro giudice della massima istanza di giustizia sono stati arrestati all’alba di oggi, poche ore dopo che il presidente Abdulla Yameen ha dichiarato lo stato di emergenza. Lo ha riferito la polizia.

Contro Saeed e Ali Hameed sono stati avanzati sospetti di corruzione, ha detto la polizia in un breve comunicato dopo che le forze di sicurezza hanno fatto irruzione nella Corte suprema di Malé.

Si aggrava la crisi nel Paese – Il presidente ha così aggravato la crisi politica nella piccola nazione insulare dell’oceano Indiano, affidando poteri straordinari alle forze di sicurezza per arrestare e detenere gli indagati, nel pieno di uno scontro frontale con la Corte suprema. Il presidente si è rifiutato di obbedire all’ordine della Corte che gli intimava di rilasciare i prigionieri politici, nonostante le crescenti pressioni internazionali. Questa è la seconda volta che Yameen ha dichiarato uno stato d’emergenza. Lo aveva già fatto nel 2015 dopo un presunto tentativo di assassinarlo. Giovedì la Corte suprema aveva riammesso i 12 parlamentari che hanno lasciato il partito di Yameen, assegnando di fatto all’opposizione la maggioranza degli 85 seggi del Parlamento e rendendo il presidente vulnerabile a un impeachment.

Ieri è stato arrestato anche l’ex presidente Maumoon Abdul Gayoom, imparentato con Yameen. La dichiarazione di uno stato d’emergenza segue un braccio di ferro tra Yameen e la Corte suprema, che ha ordinato il rilascio di nove prigionieri politici.

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