“Le elzioni hanno visto due partiti vincere, ma nessuno dei due ha i numeri necessari per il governo”, ha esordito il presidente Sergio Mattarella dopo aver chiuso oggi il suo giro di consultazioni. “È indispensabile che ci siano delle intese per formare una coalizione che possa avere la maggioranza in Parlamento e sostenere un gesecutivo. Ma questa condizione non è ancora emersa. Farò trascorrere qualche giorno di riflessione, anche sulla base dell’esigenza che mi è stata prospettata da molte parti politiche”. La pausa, spiega “sarà utile anche a me per analizzare e riflettere e a loro sarà utile affinché possano valutare responsabilmente per dare vita a un governo”. E annuncia un nuovo giro di consultazioni per la prossima settimana.

Il presidente della Repubblica oggi ha ricevuto la delegazione dem, composta dal segretario reggente Maurizio Martina, dal presidente Matteo Orfini, e dai capigruppo del partito alla Camera e al Senato (rispettivamente, Graziano Delrio e Andrea Marcucci) alle 10. Alle 11 è stato il turno di Silvio Berlusconi e alle 12 quello di Matteo Salvini. Ha chiuso Luigi Di Maio alle 16,30, accompagnato dai capigruppo Danilo Toninelli e Giulia Grillo. I colloqui con il capo dello Stato sono durati in media 30 minuti e tutti i leader, dopo le brevi dichiarazioni, hanno lasciato il podio senza rispondere alle domande dei cronisti che li attendevano nella Loggia d’Onore.

Luigi Di Maio: “Abbiamo interloquito con tutti e non abbiamo posto veti a nessuno”. Al governo deve andare chi è legittimato dal popolo, noi non proponiamo un’alleanza di governo ma un contratto di governo per cambiare l’Italia. Con il Pd o con la Lega”. E ha annunciato l’intenzione di parlarne con Salvini e Martina.

Matteo Salvini: “È stato un incontro positivo dove abbiamo espresso una linea costruttiva. Faremo di tutto per dare un governo al Paese ovviamente partendo dal centrodestra che ha vinto le elezioni e numeri alla mano, se vogliamo che il governo duri, coinvolgendo il M5s. Non ci vuole uno scienziato per capire che altre soluzioni sarebbero improvvisate. Molti sono venuti qua a dire dei no, noi siamo venuti a dire di sì. Non lavoriamo a governi a tempo ma a un governo che duri almeno cinque anni”.

Silvio Berlusconi: “Il Paese ha bisogno di un governo che “non potrà non partire dalla coalizione che ha vinto le elezioni, il centrodestra. Certo, tale coalizione ha bisogno di numeri parlamentari che il centrodestra da solo non può garantire e per questo sono necessari accordi chiari con altri soggetti politici. Noi non siamo disponibili a un governo fatto di pauperismi e giustizialismi e populismi e odio. Siamo disponibili invece a partecipare con una presenza di alto profilo a soluzioni serie basate su accordi chiari, su cose concrete, credibili in sede europea”.

Maurizio Martina: “L’esito elettorale per noi negativo non ci consente di formulare ipotesi di governo che ci riguardino. Sembra invece che l’avvio della legislatura ha fatto emergere una potenziale maggioranza, con una sostanziale intesa tra centrodestra e Movimento 5 Stelle, i quali dovrebbero dire chiaramente in che direzione stanno andando, e se sono in grado di avanzare un’ipotesi di governo praticabile, si facciano carico fino in fondo di una responsabilità. Avvertiamo un atteggiamento figlio di un secondo tempo della campagna elettorale e diciamo a queste forze che il tempo della campagna elettorale è finito. Noi continueremo il nostro lavoro, in particolare con la lotta alla povertà, proponendo un’estensione del reddito di inclusione, in questi mesi già praticato, da preferire ad altre soluzioni irrealistiche”.

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