Accuse gravi, dopo che dallo stesso Papa Francesco era giunta una sostanziale censura vaticana sulle apparizioni mariane e sullo sfruttamento della devozione popolare a Medjugorje. Ora il fronte si allarga: i clan della camorra controllano il mercato degli oggetti sacri e quello dell’abbigliamento con le grandi firme taroccate, gestiscono il lucroso business dei viaggi (450 euro tutto compreso) e degli alloggi. Un business dove vengono riciclati i soldi di costruzioni e movimento terra, vera ricchezza dei clan.

La denuncia arriva da un alto presule, l’inviato di Papa Francesco a Medjugorje, l’arcivescovo polacco Henrik Hoser, nell’omelia incentrata sul tema della lotta tra il bene e il male durante una messa celebrata nella cappellina dell’aeroporto Chopin di Varsavia.

Secondo il resoconto del settimanale cattolico polacco Niedziela e della Radio EM, il presule avrebbe detto: ”Un altro posto dove c’è una lotta sempre più agguerrita tra il bene e il male è Medjugorie. Da un lato, incontriamo migliaia di giovani che usano il sacramento della penitenza e della riconciliazione. D’altra parte, bisogna essere consapevoli che a causa del massiccio afflusso di pellegrini, questo posto è penetrato dalle mafie, tra cui quelle del Napoletano, che conta sui profitti”.

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