Pisapia ha davvero rotto le scatole. Con un pugno di voti tiene in mano l’Italia, o meglio, tiene in scacco la Sinistra, dal centro fino all’estremità. Sono tre mesi che se la tira saltando da una parte all’altra senza nemmeno sapere cosa fare, anzi, valutare cosa gli conviene fare. Ha provato a testare tutti i blocchi cambiando più volte, promettendo, ripensandoci, e facendo pericolose inversioni. Pende come la torre di PISApia. Sembra proprio che per lui l’importante non sia con chi andare, ma trovare scranni per sé stesso e per qualche compagno di merende. Tenendo tutti sotto scacco. Ora però sembra avere deciso. Ha aperto al Pd. Nel “Campo progressista”, così si chiama il suo movimento, dovrebbe andare a zappare la terra. Non ce l’ho con Pisapia che chiaramente è un furbone anche se sembra tonto, mi fa specie vedere certe persone che gli danno credito. Il suo movimento è un mostro che in realtà non ha creato lui, ma glielo hanno creato gli altri: quelli che hanno paura di perdere le elezioni e bisogno quindi di quella manciata di voti che può portare l’ex sindaco di Milano. Ma un po’ di colpa ce l’hanno pure gli organi di informazione che sicuramente l’hanno sopravalutato. Ma in questa storia di giri e raggiri nella Sinistra, c’è un’altra cosa che proprio in tanti non riescono a tollerare: il capolino di Romano Prodi, che sta lì a guardare. C’è e non c’è. L’avete capito se c’è? Non si vuole sporcare le mani e dice di non esserci, ma poi il suo faccione rispunta sempre. E da buon vecchio ex democristiano (non democratico) tiene i piedi in alcune scarpe, anzi tiene i piedi nello Stivale, la nostra Italia. Non solo, perché Romano ha pedalato anche in Europa. Eccome. E’ l’uomo dell’Euro. Una volta creata la moneta è sparito come è sparita la sua creatura. Infatti non ci sono più soldi in giro. L’Italia non ha più bisogno di gente come Pisapia e come Prodi. Ecco perché chi si prende il pacchetto Pisapia (con dietro la tenda la faccia di Prodi) rischia seriamente di perdere le elezioni. Renzi è avvertito. Gli italiani si sono rotti le scatole di questi giochetti, per questo metà Paese non va alle urne, ma ricordate che l’altra metà ci va. E di gente così non ne può più.
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