Più di un italiano su due, il 53,6%, beve acqua del rubinetto. È quanto emerge da una ricerca realizzata da Gruppo Cap, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, e rilanciata dall’AdnKronos, attraverso l’analisi di un anno di conversazioni online.
La ricerca, condotta da Reputation Manager per conto di Gruppo Cap, è stata presentata all’interno del talk ‘Il benessere passa dal rubinetto di casa tua’, in occasione della Milano Digital Week.
A illustrarne i risultati sono stati Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo Cap, e da Andrea Barchiesi, ceo di Reputation Manager. ”L’acqua del rubinetto fa bene all’ambiente, alle tasche e alla salute”, ha detto Russo. “Gruppo Cap si impegna ogni giorno per garantire ai cittadini un’acqua di qualità, controllata in continuo, dal momento del prelievo nel luogo di origine fino al punto di erogazione, ovvero il nostro rubinetto”.
Secondo i dati raccolti sulle conversazioni online tra social media e web, il 53,6% degli italiani, sceglie di bere l’acqua di casa. Tra le motivazioni che spingono i consumatori a scegliere l’acqua di rete c’è anche la sensibilità per l’ambiente. Il 25% la usa sia perché quella del rubinetto è acqua a chilometro zero, sia perché, non essendo confezionata, consente di ridurre la produzione e lo smaltimento di plastica. Il 16% infine, sceglie l’acqua di casa anche perché è conveniente, e consente di risparmiare ogni anno centinaia di euro.
Tra coloro che invece scelgono l’acqua in bottiglia (46%), si riscontra il permanere di una serie di pregiudizi, primo fra tutti il fatto di essere definita ‘più buona’. Per esempio, l’87% dei consumatori di acqua confezionata ritiene che quella in bottiglia contenga meno sostanze dannose per l’organismo, come per esempio il cloro, percepito in modo negativo. Inoltre casi come la presenza di Pfas in Veneto e lo studio di Orb Media sulle microplastiche nell’acqua potabile, condotto a livello mondiale, sembrano aver influenzato gli utenti nella scelta dell’acqua da consumare. In realtà, si spiega dal Gruppo Cap, “oggi l’acqua di rete in tutta Italia è super controllata. Non solo: Gruppo Cap ha per primo introdotto nel nostro Paese, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, il Water Safety Plan, rivoluzionario sistema di analisi dell’acqua che prevede più controlli, più prelievi, più parametri nell’intera filiera idro-potabile, da quando l’acqua entra nell’acquedotto fino al punto di erogazione finale”. Russo ha sottolineato che “nell’era della post verità, spesso le fake news hanno più risonanza delle notizie reali. Ma un’azienda come la nostra, con 90 anni di storia alle spalle, deve tenerne conto e fare di tutto per far capire il valore e la qualità di un bene prezioso come l’oro blu. Utilizzando strumenti digitali come la nuova app che consente di leggere la composizione dell’acqua dentro e fuori casa, tramite geolocalizzazione, in tutto il territorio della Città metropolitana”.
