Ha rimesso il mandato il caporedattore del Tgr Emilia-Romagna, Antonio Farnè, dopo le polemiche per il servizio andato in onda domenica 28 aprile sulla commemorazione di Benito Mussolini a Predappio. Lo rende noto la Rai. Il direttore Alessandro Casarin – si legge in una nota – ha accolto questa decisione e ha affidato l’interim della redazione emiliano-romagnola a Ines Maggiolini. Antonio Farnè resta a disposizione del direttore Alessandro Casarin per un nuovo incarico nell’ambito della Tgr.
A destare polemiche, tanto da spingere l’ad della Rai Fabrizio Salini a chiedere chiarimenti al direttore Casarin, un servizio sulla commemorazione della morte di Benito Mussolini, avvenuta a Predappio, paese natale del duce sulla collina forlivese. Il caso era stato sollevato da Michele Anzaldi, deputato Pd e componente della commissione di vigilanza Rai.
COMMENTO e SOLIDARIETA’ DA ROMAGNAUNO
Per questa vicenda a pagare è stato Antonio Farnè, un ottimo professionista. Paga un caporedattore, mentre invece in una testata il responsabile è sempre e solo il direttore. Farnè, viste le polemiche, ha fatto un passo indietro da gran signore, ma non lo riteniamo giusto. Farnè è vittima di questo clima pre-elettorale che ha riesumato il fascismo e inventato dei fantasmi del passato. Il servizio del TgR dell’Emilia Romagna non è altro che un resoconto della giornata a Predappio. Pura cronaca, fatta dall’altrettanto bravissimo collega Paolo Pini, che ha fornito tutti gli strumenti per fare capire all’ascoltatore com’è stata quella giornata nel paese dove è nato il Duce. Purtroppo sarà sempre più difficile fare il lavoro da cronista finché ci sono politici che non accettano la libertà di stampa e la democrazia. Li invito a riguardarsi il servizio, più o meno uguale ad altre decine di reportage mandanti in onda in passato dalla stessa rete in occasione degli anniversari di Predappio. Ma ora il clima è cambiato e chi sta riesumando i fantasmi sta costruendo un nuovo fascismo. Solidarietà ad Antonio Farnè dalla redazione di Romagnauno.
