Ha rapito una bambina di 2 anni dalle braccia della madre, ospite in un centro di accoglienza in Mugello e, dopo circa 2 chilometri si e’ fermato sull’argine del fiumeSieve minacciando di colpire la piccola con un bastone e gettarla nel fiume. Protagonista un 27enne nigeriano che chiedeva di rivedere sua figlia e la moglie allontanate ieri dal centro dopo una denuncia nei suoi confronti per maltrattamenti e violenza sessuale. L’uomo e’ stato bloccato dai carabinieri e arrestato. La bimba non è ferita.
L’uomo, richiedente asilo, prima ha minacciato alcuni connazionali ospiti dello centro di accoglienza a Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze, accusandoli di aver testimoniato contro di lui sugli episodi che hanno portato alla denuncia nei suoi confronti di maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti della moglie. Quest’ultima, da ieri, insieme alla figlia, è stata portata in una struttura protetta. Dopo aver sfondato le porte di due appartamenti del centro, ha preso con la forza la bambina di 2 anni che era con sua madre che, secondo il 27enne, è tra coloro che l’avevano denunciato. Con la piccola in braccio e’ riuscito ad uscire dal centro e a dirigersi verso il fiume. Sul posto sono subito arrivati i carabinieri. Una pattuglia lo ha raggiunto e prima che lui colpisse la piccola con un bastone, lo hanno immobilizzato, non senza fatica, e arrestato. La bimba è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Borgo San Lorenzo, per un leggero stato di ipotermia e subito dopo dimessa con la prognosi di un giorno, senza alcun trauma.
Sono circa 1900 i migranti presenti nel territorio di questa zona tra la Toscana e la Romagna, ma la situazione è in continua evoluzione. Mentre quelli ospitati in Mugello sono attualmente 241: 84 a Borgo San Lorenzo (38 rifugiati Sprar al Villaggio La Brocchi, 24 e 22 in strutture a Figliano e Mucciano); 60 a Vicchio in 5 strutture (di cui 24 a Villore e 28 Monte Giovi); 51 in 4 strutture nel comune di Scarperia e San Piero (8 e 6 a Senni e Sant’Agata, 12 a San Piero, 25 a San Gavino); 41 a Dicomano (26 nel capoluogo, 15 a Corella); infine 5 a Marradi (rifugiati Sprar).




















