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Riflessioni a margine di un 25 Aprile

Comunque la si pensi, il 25 Aprile è la festa di tutti gli italiani

Di Roberto Giannini

Non conta l’essere di destra o di sinistra, perché la Festa della Liberazione, non è una celebrazione politica, nonostante la sinistra ci metta sopra il cappello e la destra ne contesti la legittimità.

Libri di storia alla mano infatti, ben si comprende come a nulla rilevano le manifestazioni di piazza con le bandiere rosse, ed al grido di “Bella Ciao”, perché i partigiani cantavano “Fischia il vento” con le parole dell’eroico Felice Cascione e l’unica bandiera che sventolavano era il Tricolore. Del pari a nulla rilevano le contromanifestazioni e le polemiche che ogni anno non mancano mai in occasione di questo evento: sono espressione dell’ignoranza più crassa, in molti casi addirittura dolosa.

Perché fu Alcide De Gasperi, fondatore della Democrazia Cristiana e uno dei padri della Repubblica italiana, e non il Partito Comunista o una qualsivoglia altra associazione di sinistra, a proporre ad Umberto II, il re di maggio, di istituire il 25 aprile come festa nazionale: “A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano”. E questa data è stata scelta perché in questa giornata del 1945 fu lanciata l’insurrezione che portò alla sconfitta delle truppe tedesche in Italia. Di lì a pochi giorni tutte le principali città del Nord vennero liberate, e con la Resa di Caserta firmata il successivo 29 aprile, si sancì una resa incondizionata delle forze armate tedesche e della RSI.

La festa che si celebra ogni 25 aprile dal 1946 in avanti dunque , rappresenta la fine delle attività militari della Resistenza ed è pertanto l’Anniversario della Liberazionedell’Italia dal regime nazista, e l’evento principale in occasione di questa ricorrenza nonsono le manifestazioni più o meno folkloristiche che si tengono in molte piazze d’Italia, bensì la deposizione da parte del Presidente della Repubblica di una corona di alloro al monumento del Milite Ignoto: per rendere omaggio a tutti i caduti italiani in tutte le guerre.

L’unico grido che in questa occasione deve risuonare in piazza, è quindi: W il 25 Aprile, W l’Italia, W la Libertà.

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