Nuovi guai sindacali per la Ryanair dopo la lettera in cui i dirigenti della compagnia aerea irlandese hanno minacciato i piloti italiani di sanzioni economiche in caso di adesione allo sciopero di venerdì 15 dicembre. Tra le sanzioni minacciate dalla compagnia aerea low cost la perdita di aumenti in busta paga o di promozioni.
Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, ha commentato: “Non è il mio ambito di responsabilità ma ritengo si dovrebbe intervenire, non si può stare su un mercato, prendere i vantaggi e non rispettare le regole”. A questo commento ha fatto eco Susanna Camusso, segretaria della Cgil: “Essendo Calenda il ministro, forse avrà l’autorevolezza di parlare col ministro del Lavoro, dei Trasporti e con il presidente del Consiglio. Siamo di fronte a una forma d’intimidazione e ricatto, intollerabile soprattutto sul piano democratico”.
“Le dichiarazioni dei vertici di Ryanair non appaiono non conforme ai principi del nostro Ordinamento, nel quali lo sciopero, se esercitato legittimamente, è considerato un diritto costituzionale”, ha dichiarato Giuseppe Santoro Passarelli, presidente dell’Autorità di garanzia per gli scioperi. “Val la pena ricordare – prosegue il Garante – che, limitatamente ai servizi che la Compagnia irlandese svolge in Italia, l’Autorità di garanzia ha ritenuto l’applicabilità della legge 146/1990, riservandosi la possibilità di intervenire in caso di grave pregiudizio nei confronti degli utenti, a seguito di scioperi effettuati sul territorio nazionale”.
Dura la replica di Ryanair anche nei confronti dei piloti con base in Irlanda, dove lo sciopero è previsto il 20 dicembre. Minacce di sciopero anche in Germania: i piloti chiedono che Ryanair aderisca al contratto nazionale ma la compagnia rifiuta la rappresentanza sindacale.




















