Uno sciopero della scuola, dopo le elezioni, è stato indetto dai sindacati di base per l’intera giornata del 24 e del 25 settembre e riguarda tutto il mondo della scuola e dell’università: personale dirigente, docente, Ata, Ricerca. Le sigle interessate – Unicobas Scuola e Università, Usb P.I., Cobas Scuola Sardegna e Cub Scuola Università e Ricerca – non raccoglieranno forse un’adesione massiccia, ma potrebbero provocare comunque disagi notevoli, dìfacendo incrociare le braccia a docenti, personata Ata, ausiliari, tecnici e amministrativi delle scuole e delle università. «Non potrà essere garantita la didattica», la formula che adotteranno i dirigenti di elementari, medie e superiori. «Non si può sapere per tempo la portata dell’adesione allo sciopero, il preside non può infatti sapere prima quali e quanti docenti aderiranno alla protesta; ci sono rischi di nuove interruzioni», ha confermato il presidente dell’Associazione nazionale dei presidi, Antonello Giannelli.

“Insicuri a scuola, sicuri nella lotta”: questo lo slogan della protesta di due giorni proclamata per 24 e 25 settembre da USB, UNICOBAS, COBAS e CUB.

“13.000 positivi tra docenti e ATA: questi i dati che emergono dai test effettuati sul personale della scuola a quattro giorni dalla riapertura. Tutti lavoratori che non potranno essere sostituiti, perché le immissioni in ruolo flop del ministro Azzolina (solo 25.000 sulle 80.000 previste) e il mancato incremento del personale Ata lasceranno centinaia di scuole scoperte”, si legge nel comunicato dell’USB.

Si sciopera, quindi, per dire no a un concorso selettivo che non si potrà svolgere e per chiedere l’immissione in ruolo immediata per chi ha 36 mesi di servizio, 50000 unità di personale ATA in più e full time per i 4000 ex LSU assunti part time. Si sciopera anche per chiedere investimenti veri nella scuola pubblica statale.

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