Fra poco riparte la scuola, e molti bambini italiani si troveranno a fare i conti con i pidocchi, che “rispuntano ogni anno in quasi tutti gli istituti del Bel Paese, dalle scuole materne alle elementari (meno frequentemente nelle scuole Medie e in quelle Superiori). Un motivo c’è ed è chiaro”: da una femmina arrivano fino a 300 uova, spiegano gli esperti su ‘Medical Facts’, il magazine online di informazione scientifica e debunking delle fake news, con la direzione scientifica del virologo Roberto Burioni.
Questa maturazione e la deposizione delle uova dopo l’accoppiamento è possibile solo se le ninfe e i pidocchi adulti si nutrono di sangue. Sangue umano: i pidocchi, infatti, sono adattati esclusivamente all’uomo e ‘non gradiscono’ sangue animale. “Anche se lavate normalmente i vostri capelli, i pidocchi sono in grado di produrre una sostanza che non ha eguali in natura, e letteralmente incolla le uova alla base dei vostri capelli (di solito a circa mezzo centimetro dalla radice). Voi vi lavate, ma le uova e i pidocchi che le hanno deposte non si staccano”, avvertono gli esperti.
C’è però un aspetto positivo. “I pidocchi non saltano. Per entrare in contatto con uno di essi, è necessario che vi sia un contatto fisico diretto fra la testa di un soggetto infestato e quella di uno che non lo è. Diciamo che è alquanto improbabile che questo avvenga, per esempio, in un ufficio. È, invece, proprio questo il motivo per cui le infestazioni sono più frequenti nei bambini dai 3 ai 12 anni (più colpite le femminucce a causa dei capelli solitamente più lunghi). Ed è proprio questo il motivo per cui è estremamente difficile, per non dire impossibile, impedirne la trasmissione se non trattando in modo specifico i casi”.
Cosa fare, quindi, quando vengono segnalati casi di pidocchi nella scuola o, ancora peggio, nella classe di vostro figlio? “Vari studi hanno dimostrato come il modo più semplice ed efficace di diagnosi, e quindi di contenimento della trasmissione, sia ancora ‘quello della nonna’: pettine a denti molto stretti (lo trovate in farmacia) fatto passare tra i capelli bagnati, partendo delle radici, e successiva pulizia su un foglio di carta igienica per visualizzare pidocchi o uova. Le zone dietro le orecchie e la nuca sono quelle in cui è più facile localizzarli anche visivamente. Questo tipo di controllo andrebbe fatto sempre quando lavate i capelli dei vostri bimbi: non solo quando venite allertati dalla scuola in merito alla presenza di pidocchi”, dicono gli esperti.
Molto difficile da valutare e, di conseguenza, poco studiata è la reale efficacia dei vari prodotti ‘preventivi’ in commercio. Qualche piccolo studio esiste in merito all’utilizzo di alcuni oli essenziali (per esempio estratti di lavanda, melaleuca, eucalipto); le diverse modalità di preparazione e i pochi casi studiati rendono però ancora difficile trarre delle conclusioni definitive. Una cosa, però, è spesso descritta a riguardo: il rischio di reazioni cutanee (per esempio eczemi), da contatto legato all’uso prolungato di queste sostanze.
Esistono tutta una serie di prodotti da banco efficaci sia contro i pidocchi che contro le uova. Non necessitano, ovviamente, di prescrizione medica. Attenzione, però, ai casi di allergia ai principi attivi o alla sensibilizzazione del cuoio capelluto legata soprattutto al loro uso scorretto e prolungato nel tempo. “Questi prodotti devono essere usati solo quando i pidocchi ci sono, non per prevenirne la trasmissione. L’uso scorretto di questi prodotti ha portato, in alcune realtà, anche alla selezione di popolazioni di pidocchi resistenti al principio attivo. Un po’ come succede per i batteri e gli antibiotici”, avvertono.
Nel complesso, comunque, “si tratta di un fastidioso contrattempo che non espone a rischi infettivi di sorta chi ne è affetto. I pidocchi della testa di solito non trasmettono microrganismi pericolosi per la nostra salute, come invece fanno alcuni loro ‘cugini’ che abitano altre aree del corpo umano”.




















