Solo uno sprovveduto potrebbe mettere in dubbio la serietà, la competenza e la professionalità di Mario Draghi, neo presidente del Consiglio. Così come sarebbestolto e male informato chi negasse la statura internazionale dell’uomo che ha primeggiato in campo economico sia in Italia sia in Europa. E’ anche vero, però, che le cronache di questi ultimi tempi hanno “profumatamente incensato” il premier lasciando intendere agliitaliani che si stia preparando un futuro di grande ripresa e prosperità sotto l’egida protettiva e decisionista del “Profeta Draghi”. Per evitare possibili fraintendimenti, va detto subito che ho un grandissimo rispetto verso il Presidente del Consiglio (chi sono io al suo confronto per criticarlo?) ma debbo altrettanto rapidamentechiarire che sono allergico ad ogni attribuzione taumaturgica che non sia rivolta al potere divino. Sperare che il nuovo premier possa mettere mano a tutti i problemi che gravano sul nostro paese, trovando brillanti soluzioni sarebbe credere alla novella che re Mida trasformasse in oro tutto ciò che toccava. Appunto una favolina messa in circolo dai giornaloni nazionali, molti dei quali, spiazzati dal terremoto che ha mandato a gambe all’aria il Conte II, hanno trovato un motivo “nuovo e valido” per riempire pagine su pagine spandendo, sottolinea il direttore di Libero, ettolitri di saliva. Dove? E’ facile intuirlo, là dove non brilla il sole. Ma a parte questo vizietto dell’informazione, debolezza per altro tutta italiana, di cui prendo nota come tanti, ma che non toglie il sonno a nessuno, sarebbe bene soffermarsi su ciò che Draghi non ha fatto, o meglio non ha potuto fare. I partiti che costituiscono la variegata e pulcinellesca compagine di governo sono una vera armata Brancaleone, dove accanto ai “vecchi” partiti del governo Conte,PD e Leu, rossi, Movimento 5 Stelle, gialli, (tralascio IV non per importanza, ma per mancanza dichiarata di colore) si sono aggiunti i Verdi della Lega. Mi piacerebbe chiedere ad un pittore che razza di colore verrebbe fuori se, in natura, mescolassimo rosso, giallo e verde. Di certo non un colore primario e probabilmente nemmeno unoche sia presente nell’iride. Se nel creato non esiste una nuance di quel genere potrà avere credibilità un agglomerato già bocciato come contro natura? Da Italiano, tuttavia, seppure con moltissime perplessità e dubbi, non posso che augurare al presidente Draghi un futuro politicamente “tranquillo”, anche se le prime avvisaglie non mi paiono del tutto innovative. Si era parlato, infatti, al momento dell’incarico esplorativo, assegnatogli dal Presidente Mattarella, di discontinuità con il precedente governo, cosa che non mi pare sia avvenuta. E non tanto per la presenza di Speranza e Arcuri o qualche altro ministro, ad avviso di molti inadeguato, ma perché un buona parte della compagine di governo proviene dalle file del Conte II. Una anomalia politica che ha notato anche lo strenuo difensore dell’avvocato di Vulturara Appula, Marco Travaglio direttore de Il Fatto Quotidiano, che, correttamente si è posto una domanda di fondo. Perché far cadere Conte quando poi si è recuperata gran parte della sua squadra di governo?La risposta la conoscono tutti, ma non si può dire pubblicamente, almeno per ora. Siamo ancora in luna di miele con Draghi il “migliore” e non sarebbe politicamente corretto dichiarare che certi personaggi, apparentemente, sono stati scelti in autonomia dal premier, ma in realtà facevano parte dei suggerimenti che i partiti, per stare nel baraccone, hanno posto come condizione sine qua non. Poteva fare qualcosa di diverso il premier? Credo proprio di no. Pressato caldamente dal Presidente della Repubblica, messo di fronte alle condizioni sanitarie ed economiche dell’Italia, considerato, a ragione, l’unico in grado di poter dare una spinta propulsiva in avanti quando arriveranno (si spera) gli oltre 200 miliardi del Recovery Fund, non ha potuto rinunciare all’incarico, all’apparenza con il sostengo di un’ampia maggioranza seppure eterogena. Ma si sa che, purtroppo, in politica quando ci sono posti e opportunità da spartire, ognuno chiede per sé e dove può intima. Avendo seguito il cursus honorum di Draghi mi auguro che sappia imporsi con la dovuta autorità, ad una classe politica modesta, chiassosa e litigiosa. Per tanto buon lavoro di cuore Presidente.

Il Tafano

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