Un breve filmato, apparentemente uguale ai tanti che circolano sul Web in questi giorni di chiusura forzata nelle nostre case ai tempi del coronavirus e che riprende i numerosi controlli delle forze dell’ordine, finalizzate a verificare il rispetto delle normative in materia di contenimento epidemiologico. Come racconta ‘quicosenza’ l’ignaro uomo, un impiegato della provincia di Reggio Calabria, aveva però immortalato un congiunto, un impiegato pubblico, in questo momento in astensione lavorativa per malattia, mentre veniva sottoposto a controllo di polizia. Sarà stata la paura di ripercussioni per la possibile violazione del riposo domiciliare, l’insofferenza per quel video o, sullo sfondo, il mancato rispetto per un cognome parecchio noto, fatto sta che l’uomo (Domenico Nasone già noto alle forze dell’ordine) ha deciso istintivamente di dar luogo ad una vera e propria spedizione punitiva. Originario di Scilla ma residente a Reggio Calabria, accompagnato da Augusto Lippi – 43enne anch’egli noto alle forze dell’ordine – Nasone si è presentato alla porta dell’autore della pubblicazione del video che, ignaro, ha aperto. I due, a quel punto, hanno prima tentato di estorcere 2.000 euro quale “risarcimento” del torto subito ma, ottenuto un rifiuto, Nasone ha impugnato la pistola ed ha esploso 4 colpi di pistola, attingendo la vittima con 1 colpo alle gambe, mentre il complice ostacolava il tentativo del malcapitato di ripararsi dietro il portoncino di ingresso.

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