Truffa aggravata e reati tributari. Questa l’accusa formulata dalla Guardia di Finanza di Reggio Emilia a carico di tre imprenditori indagati per avere ottenuto un finanziamento di  due milioni di Euro per la costruzione di impianto di biomassa senza avviare i lavori.
L’operazione delle Fiamme Gialle reggiano ha richiesto un anno e mezzo di indagini, dopo avere scoperto che dopo avere ottenuti il finanziamento dal fondo energia Emilia Romagna sfruttando tre società con sede a Reggio, Roma e Farini nel piacentino, per la costruzione di un impianto di biomassa ad Ostellato, in provincia di Ferrara, gli indagati avevano messo sui loro conto corrente i quasi due milioni ottenuti emettendo fatture false senza iniziare la costruzione dell’impianto finanziato. Secondo i finanzieri al centro dell’operazione un imprenditore di 41 anni di Cassino, nel frusinate, denunciato insieme al fratello e un sessantenne della provincia di Reggio Emilia operante in edilizia. A loro i militari hanno sequestrato 19 immobili, tra appartamenti e autorimesse, 4 assegni circolari per un importo complessivo di circa 180mila euro, e altre disponibilità finanziarie sui conti correnti per un importo di circa 23mila euro, per un valore complessivo superiore ai 4 milioni.
Il tribunale reggiano, accogliendo gli elementi raccolti dalla Procura, ha emanato un provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca “per un valore equivalente” al profitto del reato, corrispondente cioè alla somma erogata dal Fondo Energia e indebitamente “intascata” dai tre truffatori. Sequestro, come detto, svolto dalla guardia di finanza.
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