La legge del 28 giugno 2012 aveva introdotto la possibilità per le lavoratrici di chiedere un contributo economico da utilizzare per pagare la baby sitter oppure l’asilo nido, pubblico o privato convenzionato. Con questo provvedimento le neomamme che non usufruivano del congedo parentale ( il periodo successivo a quello di maternità obbligatoria) potevano fino alla fine dell’anno 2018, presentare domanda per il voucher o del contributo per l’acquisto di servizi di baby-sitting, erogato secondo le norma del “Libretto Famiglia”. 

Il contributo che dal 2017 poteva essere richiesto sia dalle lavoratrici dipendenti che da quelle autonome era valido per un periodo di sei mesi. La differenza per le lavoratrici autonome/imprenditrici consisteva nella durata del contributo: era di soli tre mesi. In ogni caso il contributo massimo non poteva superare i 600 euro mensili. Per le lavoratrici part-time il contributo veniva erogato in proporzione.

Tutto ciò è stato possibile fino all’approvazione della finanziaria 2019 nella quale si è stabilito che dal 1° gennaio 2019 le neomamme non possono più presentare domanda per l’accesso al vecchio beneficio. In breve non è più possibile sostituire il congedo parentale con il bonus di 600 euro mensili ( per sei o tre mesi) per contribuire a pagare asilo nido o baby sitter.

Le erogazioni in corso potranno proseguire se partite prima della fine dell’anno scorso.

Ottavio Righini

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.