L’Inps ha completato, entro la data prevista del 15 ottobre scorso, le operazioni di verifica delle domande di riconoscimento delle condizioni di accesso ai benefici per i richiedenti l’Ape Social o l’accesso alla pensione anticipata per i lavoratori precoci.
Da questo controllo è risultato che molte domande di Ape Socia sono state respinte: molti lavoratori si sono visti rifiutare la domanda perché magari avevano lavorato qualche giorno con lavoro interinale o con pagamento a mezzo voucher, mantenendo nel contempo lo status di disoccupati. Questo è solo un esempio. Ma pare che la maggior parte delle domande respinte sono inesatte. Infatti su un totale di 66mila domande di accesso all’Ape Social e alla Pensione anticipata per i lavoratori precoci, ben il 70% è stato rigettato. Ora però l’Inps riesaminerà le istanze scartate. Lo rende noto la stesso Istituto, sottolineando che “alla luce dei nuovi indirizzi interpretativi” da parte del Ministero del Lavoro su alcune categorie di lavoratori, l’Inps “procederà al riesame delle istruttorie relative” e che “in caso di eventuale esito positivo del riesame stesso, sarà trasmesso d’ufficio agli interessati il provvedimento di certificazione del diritto al beneficio richiesto”.
Il riesame d’ufficio potrà riguardare i disoccupati esclusi, con l’accoglimento anche delle domande di coloro che durante la disoccupazione hanno avuto periodi di occupazione attraverso voucher, lavoro in somministrazione, lavoro a termine. E’ la categoria più numerosa, oltre 34mila domande, e forse si potrà arrivare alla riammissione di circa 10mila persone. Il problema più serio però riguarda le cosiddette attività gravose, infatti dall’Inps si attribuisce la “colpa” delle numerose esclusioni all’Inail e al Ministero, pertanto l’Istituto provvederà ad inviare gli elenchi dei bocciati al Ministero perché si provveda ad ammetterli in graduatoria. Con altro messaggio, l’Inps ha chiarito che il requisito contributivo per accedere all’Ape social potrà comprendere anche i contributi per lavoro all’estero in Paesi europei convenzionati con l’Italia, ma il lavoratore ne deve chiedere la totalizzazione. La precedente indicazione li escludeva.
Ricordiamo che l’Ape social è un anticipo pensionistico che viene riconosciuto prima che sia maturata l’età pensionistica ( di vecchiaia) e riguarda categorie di lavoratori che hanno diritto a tutele specifiche. (legge 232/2016). L’anticipo sotto forma di assegno mensile fino ad un massimo di 1500 euro a carico dello Stato, viene concesso a 63 anno prime del compimento dei requisiti ( oggi 66 anni e 7 mesi) con almeno 30 anni di contribuzione. Chi ha maturato i requisiti dopo la chiusura del termine del 15 luglio può presentare domanda entro il 30 novembre, mentre chi matura nel 2018 deve presentare domanda entro il 31 marzo 2018.
Ottavio Righini
