In attesa delle preannunciate riforme sulle pensioni, vogliamo ricordare che a giorni scade la possibilità di accedere alla pensione anticipata, chiamata Ape sociale. Il termine è quello del 30 novembre prossimo per coloro che matureranno i requisiti previsti entro il 31 dicembre 2018 che non abbiamo mandato la domanda prima del 31 marzo scorso. Come noto l’indennità è riservata a coloro che posseggono determinati requisiti. Vediamoli.
L’Ape sociale è l’indennità ponte pagata interamente dallo Stato per agevolare l’uscita dal lavoro di determinate categorie.
Per richiedere il via libera occorre aver compiuto almeno 63 anni (entro la fine del corrente anno) aver versato contributi per 30 o 36 anni e non essere titolari di altre pensioni in Italia o all’estero. Per le donne madri c’è un’agevolazione: per ogni figlio si possono scalare 12 mesi, fino ad un massimo di 2 figli (24 mesi). Per tutti, donne o uomini, è richiesta l’appartenenza ad alcune categorie di lavoratori particolari.
- Disoccupati involontari, che abbiamo terminato il sussidio da almeno tre mesi;
- Caregiver che assistono da almeno sei mesi coniuge, partner, parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità
- Invalidi almeno al 74 per cento, con 30 anni di contributi.
- Addetti a mansioni gravose ed usuranti
Nel gruppo dei lavori usuranti rientrano: operari dell’industria estrattiva, edilizia, guidatori di gru o macchinari mobili, conciatori, conduttori di treni, conducenti di mezzi pesanti, infermieri, ostetriche, addetti all’assistenza di persone non autosufficienti, insegnanti dell’infanzia, facchini, personale di pulizia, operatori ecologici. Ai quali ultimamente si sono aggiunti: operai dell’agricoltura, della pesca, i siderurgici, conduttori di forni, marittimi imbarcati.
Per quanto riguarda la pensione anticipata per precoci, ci vogliano almeno 41 anni di contributi con almeno un anno versato entro i 19 anni di età e si deve rientrare in una delle quattro categorie su elencate.
L’accesso al beneficio è comunque sempre subordinato alla cessazione di attività di lavoro dipendente, autonomo o parasubordinato svolto in Italia o all’estero.
Vari i modi di presentazione della domanda. Il modo più semplice quello di rivolgersi ad un Patronato che svolgerà il servizio in modo totalmente gratuito.
Ottavio Righini
