L’INPS fornisce chiarimenti in merito al requisito dell’inattività lavorativa per la liquidazione dell’assegno mensile di invalidità civile. E ne risulta una delle più inique decisioni degli ultimi tempi. Vediamo come funziona e si capirà l’ affermazione appena fatta.
L’Istituto comunica che lo svolgimento di un’attività lavorativa, a prescindere dal reddito che produce, toglie la possibilità di mantenere l’assegno di invalidità. Già di per sé piuttosto esiguo.
L’assegno di invalidità civile è un sostegno economico riconosciuto a mutilati ed invalidi civili di età compresa fra 18 e 67 anni con invalidità compresa fra il 74% ed il 99%. E’ pari a 287,09 mensili (!) per tredici mensilità ed è percepito unicamente da coloro, che invalidi, hanno un reddito che per il 2021 non deve superare il valore di 4,931,29 euro all’anno. ( non si deve essere ricchi!). Ai fini della valutazione del reddito annuale non si tiene conto di: l’importo dell’assegno concesso, rendite Inail, pensione di guerra, indennità di accompagnamento, casa di abitazione. La percezione del reddito riguarda solo quelli dell’interessato e non quello di coniuge o altri famigliari.
Così come la pensione di invalidità civile si tratta di un sostegno a carattere assistenziale.
E con la precisazione dell’Inps si viene a specificare che chi percepisce tale reddito assistenziale non deve svolgere nessuna attività lavorativa, subordinata o autonoma, indipendentemente dal reddito che può produrre. Chi gode (!) di questo assegno semplicemente non può svolgere nessuna attività remunerata. A questo proposito il titolare dell’assegno deve trasmettere ogni anno all’Istituto erogante, Inps, un’autocertificazione (denominata ICLAV) con la dichiarazione di non svolgere alcun tipo di attività. Fino ad oggi vigeva la prassi che chi svolgeva un’attività e percepiva un reddito che manteneva la complessità delle sue entrate sotto i 4.800 euro per il lavoro autonomo e 8.000 euro come dipendente non perdeva il diritto.
La nuova regola ha valore a partire dal 14 ottobre 2021, a da qui il pagamento dell’assegno sarà pagato solo a coloro che risultino non avere nessuna attività lavorativa come detto.
Preghiamo di non fare nessun paragone sul reddito di cittadinanza, che prevede come sapere cifre ben più alte. Ma questa è la legge!
Ottavio Righini








