Esistono prestazioni o maggiorazioni a cui potremmo avere diritto che l’INPS non riconosce in maniera automatica, ma vengono erogati unicamente a fronte di una specifica richiesta dell’interessato. Pertanto è opportuno per tutti coloro che stanno per avere la prima erogazione di una pensione, ma anche per coloro che la percepiscono da tempo, controllare con grande attenzione se i conteggi dell’Ente hanno tenuto conto di tutto quanto abbiamo diritto.

Nello specifico una volta ottenuto il provvedimento di liquidazione della nostra pensione bisogna per prima cosa verificarne la correttezza: se sono stati valutati tutti i contributi accreditati, se il sistema di calcolo applicato è corretto, se i contributi versati immediatamente prima del pensionamento sono stati calcolati ( di solito no, per essere poi inseriti mesi più avanti). Poi bisogna verificare se sono state attribuite tutte le prestazioni accessorie richieste. Intendiamo le maggiorazioni spettanti sulle pensioni di importo modesto, di solito legate a specifiche condizioni ed al possesso di redditi personali, coniugali o familiari al di sotto di specifici limiti, differenziati per ciascuna tipologia di prestazione. Vediamo i casi principali.

Qualora l’importo della pensione calcolata sulla base dei contributi versati risulti inferiore ad un limite minimo stabilito per legge ( per il 2021 sono 515,58 euro mensili per tredici mesi) il pensionato ha diritto ad una integrazione per raggiungere questo minimo previsto da una specifica legge, qualora esistano particolari condizioni di età e di redditi della famiglia. Alcune categoria di pensionati hanno diritto agli assegni familiari per le persone a carico e va verificato con attenzione. E vanno verificati sempre al momento di percepire il primo assegno pensionistico.

La maggior parte di quelli che vengono definiti “diritti inespressi” sorge invece in momento successivo al pensionamento quando si dovessero modificare le condizioni familiari e/o reddituali. Per esempio quante vedove riconosciute invalide civili totali e titolari di pensione di reversibilità da lavoro dipendente sanno di avere diritto all’Assegno al Nucleo Familiare, anche se il nucleo familiare è formato solo da loro stesse? Oppure tutti coloro che continuano durante il pensionamento a lavorare sanno di aver diritto agli aumenti dell’assegno tenendo conto dei versamenti successivi? Ecco in tutti questi casi e altri simili deve essere l’avente diritto a chiedere l’adeguamento all’INPS in quanto non c’è automatismo. Attenzione alcune di questa ulteriori prestazioni si possono sempre richiedere, alcune invece si prescrivono e decadono in genere dopo cinque anni. Come si vede materia sempre difficile da decifrare. C’è un solo modo per essere sicuri. Preparare la pensione con l’aiuto di un Patronato, e verificare ogni tanto la stessa sempre attraverso un esperto di Patronato. Noi conosciamo bene e consigliamo quello di Confcommercio che si chiama 50&più e lo si trova in ogni città italiana, dove oltre a questo fa molto altro, come la compilazione del 730.

Ottavio Righini

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