Dapprima il Tribunale di Ferrara, ed a ruota, quello di Milano hanno ratificato che gli azionisti di Banca delle Marche, possono e devono essere risarciti. È stata aperta, di fatto e nei fatti, una via per tutti quei correntisti che, nell’arco di una notte hanno visto azzerati i risparmi di una vita. A suo tempo, la Romagna ebbe a pagare un caro prezzo sia alla scellerata gestione dell’istituto di credito con sede a Jesi, che alla iniziativa di Governo e Banca d’Italia che licenziarono il famoso “decreto salva banche”: in Valmarecchia, in particolare, furono centinaia le persone che nel dicembre del 2015 videro andare in fumo il gruzzoletto messo da parte coi sacrifici di una vita. Chi 30.000, chi 50.000, e taluni persero oltre duecentomila euro. Fidandosi di un ente creditizio che, nel tempo, per il tramite dei suoi funzionari, contattava i correntisti per consigliarli ad investire in prodotti finanziari che altro non erano se non azioni della banca oramai decotta.
È finita come tutti sappiamo, col più grande dissesto bancario italiano dopo i casi Calvi e Sindona, che si è consumato nel totale silenzio della politica e delle associazioni di categoria. Ma molti risparmiatori non si sono arresi, ed hanno chiesto conto delle responsabilità di quanto accaduto alla magistratura, e le pronunce favorevoli sono arrivate. Nella sentenza del Tribunale di Milano in particolare, si afferma che i rapporti contrattuali bancari, risultano trasferiti dalla vecchia (Banca Marche, ndr) alla nuova banca (Ubi, ndr) al fine di preservare la continuità operativa dell’azienda. Pertanto, i clienti presso i quali sono state collocate le azioni, con comportamenti violativi del quadro normativo di riferimento in materia di prestazione di servizi d’investimento, possono ritenersi legittimati a procedere alla richiesta risarcitoria nei confronti della nuova banca (Ubi), che a tutti gli effetti è da ritenersi subentrata, senza soluzioni di continuità, nelle situazioni giuridiche attive e passive facenti capo alla vecchia banca.
Di questi nuovi scenari e delle prospettive risarcitorie in favore di tutti i correntisti, si parlerà in un pubblico confronto venerdì 2 febbraio 2018 alle ore 18,00 presso il Teatro Sociale di Novafeltria.








