CIMS ha chiuso il 2018 con un fatturato di 39,4 milioni di euro, in crescita del 16,6% rispetto al 2017, e con un utile di 313.597 euro a fronte di una perdita di 355.000 euro registrata nel 2017. Le prospettive restano positive anche per il 2019, che dovrebbe chiudersi con valori simili a quelli del 2018. La cooperativa (al 31 dicembre 2018) ha già acquisito lavori per oltre 34 milioni di euro, tra cui importanti commesse industriali per conto di IMA, Bio.On, Teapack.

I dati, in linea con il programma triennale varato l’anno scorso, che prevedeva una stabilizzazione dei valori della produzione intorno ai 40 milioni di euro annui e il miglioramento della marginalità, sono stati presentati nel corso dell’assemblea dei soci. Il bilancio è stato approvato all’unanimità. L’utile del 2018 è stato destinato a riserva e a integrazione delle perdite pregresse. La cooperativa ha un patrimonio netto di 12,2 milioni di euro.

Alla luce dell’andamento economico, il consiglio d’amministrazione ha deciso di non rinnovare il piano di crisi, i cui effetti sono terminati con le retribuzione di febbraio 2019. Il piano ex art.6 della legge 142 del 2001 è durato dodici mesi, come previsto al momento della sua adozione e come comunicato a soci, lavoratori e stakeholder.

“Abbiamo rispettato gli impegni presi e i risultati positivi del 2018 sono frutto soprattutto della capacità di reagire rapidamente alle difficoltà e ai cambiamenti del mercato – ha commentato Giovanni Poli, presidente di CIMS – Siamo orgogliosi di esserci riusciti senza venire meno al rispetto dei principi cooperativi, mettendo sempre la persona al centro dell’impresa e aprendo la porta ai giovani: circa la metà dei nostri soci e lavoratori hanno meno di 40 anni e sono equamente distribuiti in tutte le mansioni aziendali e negli organismi direttivi e amministrativi, a garanzia di un ricambio generazionale che spesso è difficoltoso nelle imprese cooperative”.

CIMS, Cooperativa Intersettoriale Montana di Sassoleone, è una cooperativa multiservizi a mutualità prevalente fondata nel 1975. Opera in sei settori: Edilizia (il comparto che ha registrato la migliore performance nel 2018), Infrastrutture, Global service, gestione servizi cimiteriali, impiantistica, gestione del verde e conduzione di aziende agricole.

Nel corso dell’assemblea dei soci è stato posso l’accento sulle difficoltà economiche che stanno vivendo alcuni settori in cui opera la cooperativa, soprattutto il mercato degli appalti pubblici che è in una situazione di stasi da diversi anni principalmente a causa della riduzione delle risorse pubbliche e dei lunghissimi iter burocratici previsti dal Codice degli Appalti.

“I risultati positivi del 2018 non devono farci perdere di vista uno scenario generale di mercato ancora fragile e insidioso per le imprese. Non verrà meno l’impegno a rendere più solida e competitiva la cooperativa, che dovrà essere sempre più in grado di gestire servizi complessi e rapportarsi con molteplici partner – ha concluso Poli – Faremo la nostra parte per garantire occupazione e coesione sociale e rappresentare un argine di legalità, ma vorremmo un maggiore impegno da parte delle istituzioni nell’eliminazione del massimo ribasso, anche quello mascherato. Con gare pubbliche che tengono in considerazione esclusivamente il criterio del ribasso, si viene a creare un sistema in cui proliferano imprese borderline, che non rispettano contratti di lavoro e norme di sicurezza e che mette il territorio in condizioni di rischio rispetto alle infiltrazioni malavitose”.

CIMS conferma anche per il 2019 l’impegno per un costante miglioramento dei propri presidi di qualità e legalità. Codice Etico, Rating di legalità e Modello organizzativo 231 sono strumenti di garanzia della cooperativa che saranno ulteriormente rafforzati. Nel 2018, la cooperativa ha avuto una media di 272 dipendenti, di cui 174 soci.

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