Home Economia

Come si può anticipare la pensione

In attesa che si formi un nuovo Governo, che secondo le promesse elettorali, si dovrà rivedere la ormai famosa e famigerata Legge Fornero, che ha previsto già da sei anni un aumento dell’età pensionabile e che ha messo in grave disagio un numero altissimo di lavoratori, vediamo quali sono le possibilità di anticipare il momento di lasciare il lavoro ed avere diritto ad una pensione.

Ricordiamo che oggi per i dipendenti e gli autonomi e le dipendenti pubbliche possono andare in pensione al raggiungimento dell’età di 66 anni e 7 mesi; mentre le dipendenti possono andare in pensione all’età di 65 anni e 7 mesi e le lavoratrici autonome possono ricevere la pensione a 66 anni e 1 mese. Già da queste differenze ci si auspica una condizione che sia uguale per tutti, poi il valore della pensione percepita sarà sicuramente conseguenti agli anni di contribuzione e ai contributi versati nel tempo.

Premesso questo vediamo come è possibile oggi anticipare il momento di lasciare il lavoro percependo un assegno mensile di pensione. Li elenchiamo ( anche se ne abbiamo già scritto nei mesi scorsi).

Ape volontario. Si tratta di uno strumento che consente di ottenere un assegno mensile alternativo o complementare allo stipendio, facendo ricorso al sistema bancario e assicurativo. In pratica si tratta di un “prestito-ponte” erogato da una Banca e garantito da un’Assicurazione. Una volta raggiunta l’età della pensione di vecchiaia l’Inps tratterà dall’assegno mensile l’importo della rata per il rimborso del finanziamento alla Banca. Il sistema si rivolge a tutte le categorie di lavoratori e lavoratrici con età anagrafica di almeno ai 63 e che maturano entro 3 anni e 7 mesi il diritto a una pensione di vecchiaia di importo, certificato dall’Inps, non inferiore ad un certo limite. Per accedere al presto Ape volontario sarà necessario, al momento della richieste: – avere almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi versati; – maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e sette mesi;- avere diritto ad una pensione almeno di 1,4 volte il trattamento minimo; – non essere titolare di pensione diretta o di assegno di invalidità. Raggiunta poi l’età della pensione di vecchiaia l’Inps erogherà l’assegno pensionistico al netto della rata di ammortamento del prestito ( capitale più interesse). In caso di decesso prematura alla pensione sarà l’Assicurazione a rimborsare l’intero debito alla Banca e l’eventuale reversibilità sarà versata senza decurtazioni.

Ape sociale. E’ una prestazione assistenziale erogata dall’Inps a soggetti in determinate condizioni previste per legge, che abbiano compiuto i 63 anni e non siano già titolari di pensione diretta. I requisiti per poter accedere bisogna avere: – almeno 63 anni di età; – maturazione dei requisiti entro 3 anni e 7 mesi; – Rientrare in una di queste quattro categorie 1) persone disoccupate che hanno terminato le indennità, 2) persone invalide almeno al 74 per cento, 3) persone che assistono da almeno sei mesi familiari invalidi gravi,  4) persone che hanno svolto lavori gravosi per almeno sei anni negli ultimi sette oppure sette negli ultimi dieci ( sono quindici categorie come personale viaggiante, infermieri, siderurgici, insegnanti d’asilo, pescatori, ecc.). Per i primi quattro gruppi sono necessari 30 anni di contributi, per la quarta 36 anni.

Lavoratori precoci. E’ un’altra possibilità di anticipare la pensione per coloro che possiedono almeno 12 mesi di contributi prima del compimento del 19° anno di età e maturato 41 anni di contributi. Questi potranno avere uno sconto di 10 mesi per le donne e 1 anno e 10 mesi per gli uomini, ma è riservata a specifiche categorie.

Pensione RITA. E’ un’altra alternativa il cui nome è quella di Rendita Integrativa per la Pensione Anticipata, che prevede la possibilità di conseguire una rendita integrativa in caso di perdita del posto di lavoro e fino al conseguimento dell’età anagrafica prevista per la pensione di vecchiaia. Con la manovra 2018, se accettata, diventa accessibile quando mancano cinque anni alla pensione, non è prevista un’età di 63 anni, ma è necessaria una contribuzione di almeno 20 anni. Siccome la pensione da quest’anno sarà di 66 anni e 7 mesi, si presuppone che potranno richiedere RITA i lavoratori con 61 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contribuzione.

Ottavio Righini

NO COMMENTS

RispondiAnnulla risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Exit mobile version