Ne abbiamo già ampiamente parlato durante gli ultimi mesi, ma crediamo possa essere utile riepilogare cosa si devono aspettare gli italiani in questo nuovo anni in riferimento alle pensioni. Ecco:

Rivalutazione delle pensioni. Come è noto ogni anno in base agli aumenti del costo della vita le pensioni, per legge, vanni rivalutate. Da qualche anno queste rivalutazioni subiscono dei tagli a sfavore degli aventi diritto che ha messo in moto proteste di tutti i sindacati pensionati. E nel 2020 ci sarà una piccola ripresa. Per le pensioni fra i 1500 ed i 2000 euro l’adeguamento non sarà più sul 97% del costo della vita ma sul 100%. Il che in moneta sonante vorrà dire un aumento netto di circa 5 euro….all’anno per ogni pensione. Per essere positive, e non sorridere, vogliamo sperare che sia solo l’inizio del ripristino per tutti in futuro delle rivalutazioni oggi penalizzate. Come taglio viene confermato quello alle pensioni di oltre 100 mila euro anno.

Quota 100. Dopo continue polemiche e dibattiti questo tipo di pensionamento anticipato viene riconfermato, per il momento solo per il 2020, con la possibilità di accedere alla pensione anticipata con l’età compiuta di 62 anni ed un monte versamenti di almeno 38 anni. Ci sono finestre di uscita diverse fra lavoratori pubblici e privati.

Ape social. E’ confermata la possibilità di uscita dal lavoro in anticipo per particolare categorie disagiate ( invalidi, coloro che svolgono lavori particolarmente pesanti o stressanti, lavoratori precoci). Queste categorie di lavoratori potranno uscire dal lavoro all’età di 63 anni.

Opzione donna. Anche questo tipo di uscita viene riproposto per il corrente anno. Sarà possibile andare in pensione per le donne sotto l’età di 60 anni, ma l’assegna sarà calcolato interamente con il sistema contributivo. E questo vorrà dire una diminuzione netta dell’assegno di circa il 30%. Una possibilità interessante, ma con un taglio decisamente penalizzante.

Pensione di vecchiaia. Rimane pure inalterata la cosiddetta pensione normale di vecchiaia che è prevista per coloro che avendo almeno 20 anni di contributi abbiano raggiunto i 67 anni di età. Possono ricevere la pensione anche coloro che hanno versato contributi per cinque anni solamente ma devono aver compiuto i 71 anni di età.

Il futuro cosa riserva ai giovani. Ci stiamo avvicinando sempre più ad avere pensionati ripagati unicamente con la formula del contributivo e la previsioni ci dice che fra non molto le pensioni di vecchiaia saranno pagate a coloro che almeno abbiano compiuto i 71 anni. Poi a crescere!

Non sono grandi piacevoli notizie, ma auguriamo comunque buon anno a tutti i nostri lettori.

Ottavio Righini

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