Normalmente ci occupiamo settimanalmente delle novità riguardanti welfare in generale, informando i lettori di tutto quanto ruota attorno al problema delle pensioni.

Oggi vogliamo soffermarci sulla questione più importante di queste settimane, che riguarda tutti, ma purtroppo in modo particolare le persone della cosiddetta terza e quarta età. Il CORONAVIRUS che è entrato in maniera devastante nella vita di milioni di persone in tanti Stati da tutte le parti del Mondo, ed in modo deciso anche nel nostro Paese.

E per tutti coloro che sono considerati “anziani” il problema pare essersi moltiplicato in quanto questa categoria è molto più ricettiva delle malattie in generale ed a questa in modo particolare. Restando in Italia la maggior parte dei deceduti hanno età avanzata e sempre con patologie pregresse importanti. Fin qui la semplice cronaca che possiamo legger ogni giorno e sentire in radio e televisione.

Ma cosa, a mio parere non torna? Il fatto che per molti: a volte politici, a volte medici, a volte scienziati, commentano il problema dei deceduti quasi sottovalutandoli in quanto anziani. 

Non è un modo corretto di affrontare il problema. I morti sono naturalmente tutti uguali: siano essi anziani e meno anziani. Un rispetto non sempre usato.

Non sempre le persone anziane devono essere viste come persone deboli e fragili. Pur nella consapevolezza che può anche essere, ma diciamo  comunque che è “poco elegante” evidenziarlo.

Quelli che oggi sono attorno agli ottanta ed oltre sono gli stessi che nella loro vita possono aver sconfitto malattie importanti e sicuramente un’altra influenza terribile che nel 1957 colpì il mondo ed il nostro Paese, l’ASIATICA che face morire nel mondo oltre due milioni di persone. Mentre ormai non ci sono più i sopravvissuti alla terribile SPAGNOLA che nel 1918 colpì a morte oltre 50 milioni di persone ( qualcuno dice addirittura 100 milioni). Quindi maggior attenzione e rispetto per i meno giovani non guasterebbe, e di ciò si sono interessati in molti, correttamente. E ricordiamo che la vecchiaia non è una malattia!

Per gli anziani, di questi tempi, stessi comportamenti di vita come per tutti gli altri con qualche attenzione in più. E’ proprio di ieri il discorso del Premier Conte che ha dettato le regole più stringenti per evitare i contagi. Crediamo che vadano seguiti anche se magari sono un poco fastidiosi. Ma è così e non ci si può fare molto, fra l’altro ottemperare si dà una mano a se stessi e agli altri.

Si ha anche notizia che i soliti sciacalli hanno approfittato, anche nelle nostre zone, dei più vecchi, colla scusa dell’epidemia, per introdursi nelle loro case cercando di trarne profitto illecito.

Auguriamoci comunque che tutto passi senza danni ulteriori, perché finita l’epidemia, sarà necessario vincere l’ inevitabile crisi economica. E vedremo che una mano decisiva, anche in questo caso, sarà data proprio dagli “anziani”.

Ottavio Righini

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