Il Censis ha recentemente pubblicato una serie di dati riferiti agli italiani anziani, over 65, che presentano riflessioni molto interessanti. Si parte da un riferimento per cui il 60% degli anziani italiani percepisce una pensione media al di sotto dei 1000 euro, non certo una cifra da ricchi. Ma nell’analisi risulta che gli over 65 sono del 13,5% più “ricchi” della media, mentre i millennial ( nati negli anni 80 e 90 del secolo scorso) sono di ben il 54,6% più “poveri” della media nazionale. Come leggere questi dati? Innanzi tutto anche fra gli aver ci sono delle diseguaglianze, e che fra i più giovani si trovano molti che non vedono entrare nelle loro tasche non mille ma nessun euro! Situazione come sempre molto diversa in tutte le statistiche di questa Paese fra nord e sud!

Si pensa agli anziani come formichine che accumulano per poter godere nella vecchiaia di una certa tranquillità ed indipendenza, ed è certamente vero. Ma arrivati ad età relativamente avanzata (diciamo che da 65 non si è ancora “vecchi” come solo venti anni fa. Oggi a questa età si hanno ancora aspettative e voglia di fare cose che magari non si sono permessi da più giovani e durante gli anni lavorativi.

Lo stesso studio ci racconta che solo negli ultimi dieci anni gli anziani hanno speso un + 47% per visitare musei e mostre; un + 58,2% per il cinema; un + 12,3% per discoteche e balere e addirittura un + 74,2% per visitare siti archeologici e monumenti.

Ma come giudicano il loro stato finanziario-economico gli over di oggi. Il 62,7% ritiene di avere una situazione soddisfacente, il 30,9% vive uno stato di insicurezza economica con poche coperture per il futuro; e il 6,5% dichiara di vivere una grande incertezza o addirittura in stato di vera indigenza.

Ma oltre a spendere molto di più per loro stessi, gli anziani “investono” ancora sui loro figli ed anche nipoti: di questi almeno 3,6 milioni lo fanno abitualmente; 7,6 milioni lo fanno in maniera occasionale.

Intanto sappiamo che la vita media nel nostro Paese è fra le più alte al mondo. Arriva a 82,7 anni medio contro un valore in Europa di 80,9 ( più 1,8 anni). Per le donne l’aspettativa si assesta addirittura agli 85 anni.

Ma l’allungamento della vita, mentre sicuramente soddisfa chi lo coglie ( soprattutto se in buona salute), che effetto ha nell’economia del Paese? Secondo alcuni economisti se non si troveranno particolari accorgimenti saranno problemi! Allora auguriamo che trovino le soluzioni. Noi intanto auguriamo a tutti una lunga, lunghissima, vita in buona salute!

Ottavio Righini

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