L’associazione 50&Più, legata a Confcommercio e forte di quasi 350mila associati in Italia ed in molti Stati esteri, ha condotto un’indagine, rivolta ad un numero rilevante di propri associati, relativamente all’impatto sulle persone più mature del Paese per capire come è stato vissuto il problema della pandemia da Coronavirus, dai senior italiani. Sono stati inviati oltre 60mila questionari, e sono ritornate risposte per circa l’otto percento, che hanno fornito un quadro di sicuro interesse, che a grandi linee vogliamo proporre ai nostri lettori come primo intervento dopo la lunga quarantena, quando lo spazio è stato dedicato prevalentemente alle notizie inerenti la pandemia che ci ha investito.

La domanda principale è stata quella di conoscere come i senior stavano vivendo questo strano momento della loro vita. Gli intervistati per il 9% sono dai 55 ai 59 anni; 23% dai 60 ai 64 anni; il 55% dai 66 ai 74 anni; il 13% oltre i 75 anni. del totale le donne sono state il 39% ed il 61% gli uomini, divisi abbastanza equamente fra le regioni italiane abitanti da piccoli paesi a grandi città. Un campione abbastanza rappresentativo della totalità. Di tutti il 56,4% vive con un coniuge o compagno, il 21% con figli, il 15,2% da solo, il 3,5% coi genitori, il 3,9% altro ( amici, assistente, infermiera, ecc.) .

Quali i canali informativi che hanno seguito per tenersi aggiornati sull’andamento della pandemia e della altre cose, al momento meno interessanti, riguardante il mondo in generale. Il 29,8% ha scelto la TV, il 24,3% Internet, il 15,1% i social, il 13,1% i quotidiani, l’8,3% la radio, il 6,9% il telefono, altro il 2,6%. Si chiedeva una sola scelta, ma sicuramente molti avranno usato più di uno strumento informativo. E visto il tempo a disposizione, diciamo anche per molto tempo.

Il sentimento di maggior impatto è stata comunque la paura della malattia ( e quella di non poter trovare posto eventualmente presso qualche unità di terapia intensiva, scarseggianti) per il presente ma per quasi la totalità degli intervistati la maggiore preoccupazione è quella economica, per se stessi e per i propri familiari più giovani!       

In riferimento allo slogan “iostoincasa”: solo il 24,5% non è mai uscito, mentre il 61% è uscito saltuariamente, il 13,2% una volta ogni giorno, l’ 1,3% più volte ogni giorno. In riferimento alle norme dettate dal Governo per questo periodo il 70,7% li ha ritenute sufficienti ( grazie alle risposte di quasi tutti i più anziani degli intervistati). Sul futuro c’è positività sui problemi sanitari, sociali e tecnologici, ma estrema negatività sui problemi dell’economia, del lavoro, della preoccupazione per i più giovani. 

Chiudiamo con le parole più usate: preoccupazione, ansia, speranza, attesa, serenità, paura, tristezza, angoscia …..

Questo è uno dei tanti spaccati riferito al problema dei nostri giorni che forse dovremo portarlo con noi per qualche anno, con speranza però.

Ottavio Righini

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