Le novità giurisprudenziali che reputo più interessanti sono, per quanto concerne la settimana trascorsa le seguenti:
APPROPRIAZIONE INDEBITA
Trattenere presso di sè i beni dell’ex -dopo la separazione- costituisce reato.
Così si è espressa, in particolare, Cassazione penale, sez. II, sentenza 22/11/2018 n° 52598.
Sussiste dunque appropriazione indebita se la moglie si rifiuta di restituire al marito i suoi beni dopo la separazione.
EX CASA CONIUGALE
L’ex coniuge, non legittimamente privato dall’ex moglie del possesso dell’immobile in passato destinato a casa coniugale, ha pieno diritto al risarcimento dei danni extracontrattuali patrimoniali subiti. (Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza n. 31353/18; depositata il 4 dicembre)
INTERVENTO CHIRURGICO – RISCHI
Corte di cassazione – Sezione III civile – Ordinanza 29 novembre 2018 n. 30852 ha stabilito il seguente principio. Il paziente che si sottopone a intervento chirurgico deve essere sempre informato dei possibili rischi derivanti dall’operazione, anche se sono minimi. Lo afferma la Cassazione con l’ordinanza n. 30852/18 del 29 novembre.
RECESSO DEL SOCIO
Nelle società di capitali a ristretta base azionaria – con pochi soci – il Fisco non può accertare ricavi in “nero” al socio che ha receduto prima dell’approvazione del rendiconto.
Così la Suprema Corte di Cassazione, sez. Tributaria, con l’ordinanza n. 20126 del 30/07/2018.
LICENZIAMENTO DEL DIRIGENTE
La Corte di Cassazione, con ordinanza 27199 del 26 ottobre 2018, ha rigettato il ricorso di una ex dirigente di un’impresa che aveva opposto il recesso del datore di lavoro per soppressione della sua posizione lavorativa, sostenendo che la posizione da lei coperta «non solo non era stata soppressa, ma addirittura che il settore era stato potenziato, stante l’adibizione ad esso di nuovi assunti e di personale già dipendente».
A sabato prossimo
Cesare Menotto Zauli
