E’ stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge di Bilancio 2023 n°197. Vediamo in dettaglio alcune delle principali novità per quanto riguarda famiglie e pensioni.

In via sperimentale per il corrente anno sarà possibile conseguire il diritto alla pensione anticipata al raggiungimento di un’età anagrafica di almeno 62 anni con un’anzianità contributiva minima di 41 anni. Quota 103 pensione anticipata flessibile. Il trattamento non sarà cumulabile con i redditi da lavoro dipendente o autonomo ( nei limiti di 5mila euro lordi annui). Le modalità saranno stabilite entro il 31 gennaio con apposito decreto del Ministro del Lavoro.

Prorogata per tutto il 2023 Opzione donna con qualche modifica sul vecchio regolamento. In pensione 58 anni con almeno due figli, 59 anni con un figlio, 60 anni senza figli. Come sempre questa possibilità è riservata ad alcune categorie: caregiver, invalide con oltre il 74%, lavoratrici licenziate o dipendenti di aziende per le quali è attivo un tavolo di crisi.

Anche l’Ape sociale viene estesa fino al 31 dicembre del 2023 ed è prevista per i soggetti in specifiche condizioni, con almeno 63 anni di età che siano già titolari di pensione diretta. E’ concessa a lavoratori che svolgano mansioni gravose, invalidi civili oltre il 74%, lavori dipendenti in stato di disoccupazione che abbiano esaurito il trattamento di NASpl ed i caregivers.

Dal primo gennaio di quest’anno viene elevata dal 15% al 17% della rendita in godimento la prestazione aggiuntiva a carico dell’INAIL da 10mila a 15mila euro la prestazione di importo fisso a favore dei malati di mesotelioma.

La Leggi di Bilancio 2023 prevede a partire dal primo gennaio un incremento del 50% dell’assegno unico ed universale per le famiglie con figli di età inferiore a un anno e per figli con età compresa da uno a tre anni per famiglie con tre o più figli con Isee fino a 40mila euro. Prevista anche una maggiorazione del 50% dell’Assegno unico per famiglie con 4 o più figli. Confermate le maggiorazioni unico per ciascun figlio con disabilità a carico, senza limiti di età.

Previsto un ulteriore mese di congedo facoltativo di maternità ( o in alternativa di paternità) retribuito all’80% fino al sesto anno di vita del bambino.

Revisione del meccanismo di indicizzazione delle pensioni per gli anno 2023 e 2024, per tutelare i soggetti più bisognosi. Per gli over 75 le pensioni minime saliranno a 600 euro mensili, le altre minime passeranno da 525,38 a 571,61 ( +7,88%). Le pensioni lorde fra 1.000 a 2.000 euro avranno un aumento regolare pari allì85% dell’inflazione, quelle superiori subiranno ul taglio che farà scendere l’85% a percentuali sempre più penalizzanti. ( per esempio una pensione lorda di 4mila euro mensili perderà ogni mese 125 euro sull’aumento normale).

Prende il via il periodo transitorio che porterà all’abolizione del Reddito di cittadinanza. Da inizio anno alle persone fra i 18 ed i 59 anni, abili al lavoro che non abbiano disabili nel nucleo famigliare disabili o persone a carico anziane, verrà riconosciuto il reddito nel limite di 7 mensilità invece delle 18 rinnovabili. Quest reddito di cittadinanza sarà comunque definitivamente abrogato dal 1° gennaio 2024 e sarà sostituito da una nuova riforma.

Come sempre consigliamo, date le complessità di questi regolamenti, per un controllo esatto delle proprie posizioni di rivolgersi ad un Patronato come 50&più presente con i propri uffici presso tutte le sedi di Ascom/ Confcommercio presenti ogni città.

Ottavio Righini

”Conad”/
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