“Vent’anni dopo, sono convinto che quella fu la firma più importante che io abbia fatto”, perché “l’euro è diventato un simbolo di unità, sovranità e stabilità”, ha ricordato il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, unico uomo politico ancora attivo che firmò il Trattato di Maastricht con cui di fatto si gettarono le basi per l’euro. Ora, sottolinea il presidente della Bce Mario Draghi, “c’è una generazione che non conosce altra moneta nazionale” che l’euro: l’Eurotower “ha rispettato il suo impegno principale di mantenere la stabilità dei prezzi” e ha “anche contribuito al benessere”. Ma, avverte il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno, “il lavoro non è ancora finito”.
Da gennaio addio alle banconote da 500 euro
L’anniversario dell’euro coincide con una novità: da fine gennaio 2019 le banche centrali di 17 dei 19 paesi dell’Eurozona cesseranno di emettere le banconote da 500 euro, considerate dalle autorità europee un mezzo di pagamento poco sicuro, che si presta a favorire attività illegali. “A partire dal 27 gennaio 2019 – si legge in un comunicato della Bce – le banche centrali dell’area euro cesseranno di emettere le banconote da 500 euro”. Al fine di assicurare una “transizione armoniosa e per motivi logistici”, prosegue la nota, la Banca nazionale austriaca e la Banca federale tedesca continueranno a emettere queste banconote fino al 26 aprile incluso. Le banconote da 500 euro già in circolazione continueranno ad avere “corso legale e potranno essere scambiate dalle banche centrali europee senza limiti di tempo”. Esse rappresentano attualmente il 2,4% del totale delle banconote in circolazione e il 20% del totale del valore complessivo delle banconote in circolazione, pari a 261 miliardi di euro.