Azzardiamo, non essendovi conferma ufficiale ad oggi, di cosa si sta preparando per i pensionati italiani con la Legge di Bilancio attualmente in discussione in Parlamento. Visto l’andamento dei dibattiti, delle aggiunte e delle cancellazioni dell’ultimo minuto, quando andremo a scrivere potrebbe non essere esattamente confermato. Ma proviamoci.

La Legge Fornero così come la conosciamo dovrebbe essere modificata con l’introduzione della quota 100 di cui si parla ormai da vari mesi. Ci dovrebbe essere la possibilità di poter andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi versati. Ma si prevede che non sarà così automatico, ci saranno alcuni paletti e tempi di partenza diversi.

Opzione donna e Ape sociale dovrebbero essere confermate.

Non riguarda i pensionati italiani, ma quelli stranieri che decideranno di trasferirsi al Sud Italia: una tassazione fissa al 7% ( un po’ come fanno altri Paesi per attirare stranieri anziani).

Pensioni d’oro, è previsto un contributo di solidarietà da parte dei pensionati che percepiscono una pensione lorda superiore ai 100 euro annui ( che si aggirerebbe sul 5% di taglio) a crescere in proporzione all’assegno percepito, che potrà raggiungere il 40%, sull’eccedenza, per coloro che percepiscono oltre 500 euro annui lordi! Stiamo parlando di circa 25mila pensionati.

Pensioni minime dovrebbero crescere collegate al reddito di cittadinanza, stabilendo un minimo per tutte le pensioni di 780 euro mensili. Naturalmente non sarà automatico neppure in questo caso ma ci saranno parametri che terranno conto di altri redditi e proprietà del pensionato, sicuramente si dovrà verificare un indice Isee determinato.

Rivalutazioni torneranno a calare le rivalutazioni automatiche delle pensioni in essere, così come avveniva fino a due anni or sono. Ricordiamo che gli assegni di pensione dovrebbero essere rivalutati automaticamente ogni anno in base all’indice di inflazione. Ma dal 2019 si dovrebbe ripartire con indici leggermente abbassati per coloro che percepiscono oltre tre volte l’assegno minimo ( 1521 euro mensili). Ci saranno piccoli “tagli” che ridurranno il mensile da pochi euro a qualche decina di euro ogni mese per tutti coloro che percepisco pensioni con questi valori.

Come detto non sappiamo se quando scritto si avvererà interamente. Qualcuno ci guadagnerà, altri ci rimetteranno: certo è che i pensionati non hanno grande tranquillità. Lo meriterebbero se non altro per l’età in genere avanzata e per i tanti anni di lavoro alle spalle. Non ci resta che augurare a tutti, anche a coloro che sperano di percepire un giorno la giusta pensione, un Buon Anno nuovo.

Ottavio Righini

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