Ormai anche i non addetti ai lavori sanno tutto sulla “quota cento” che è uno degli obbiettivi principali di questo Governo. Ed è anche una speranza per molti lavoratori in odore di pensione. Questa idea di pensione per il prossimo futuro prevede il superamento della Legge Fornero che ha cambiato in pochi mesi le possibilità di migliaia di pensionandi i tempi di chiusura dal lavoro.
Il problema delle pensioni è quanto di più difficile da sistemare senza mettere mano a miliardi in più ogni anno, e sarà comunque il problema dei prossimi anni, o decenni. La vita media si allunga e quindi anche il tempo durante il quale i pensionati ricevono il mensile, nel contempo il Paese stenta a crescere e manca lavoro, lavoro che nella meccanica del problema pensioni è determinante: come si sa le pensioni sono pagate dai contributi di coloro che lavorano.
Ma torniamo alla “quota cento”. Letteralmente significa che ha diritto alla pensione chi sommando l’età anagrafica al numero degli anni di contributi versati raggiunge la somma di cento. Ma l’idea della legge in gestazione si chiede anche che comunque l’età anagrafica sia almeno di 62 anni ( ai quali andrebbero aggiunti i 38 anni di contribuzioni versate). Ma non è l’unica idea, si sta anche considerando che il minimo delle contribuzioni sia di soli 36 anni, naturalmente con 64 anni di età. E’ logico che le varie possibilità cambiano in modo significativo il costo per l’INPS, che da parte sua è molto scettico sulla sostenibilità di questa idea.
Se questa possibilità sarà approvata dovrebbe interessare più di 400mila lavoratori ogni anno per i prossimi anni. Il Governo dovrà trovare le risorse. Una parte, non troppo significativa, potrebbe derivare dal taglio delle cosiddette pensioni d’oro che avrebbero una soglia di 4.500 netti mensili. Gli interessati sarebbero il 10% di quelli interessati alle nuove pensioni, circa 40mila.
Da ultimo, nelle intenzioni del Governo ci sarebbe anche la pensione minima per tutti a 780 euro, ma se il costo fosse troppo alto ( e lo sarebbe) si apporterebbero dei correttivi.
Staremo a vedere nelle prossime settimane cosa sarà partorito, e ve ne daremo immediata notizia, anche in termini tecnici.
Ottavio Righini
