La pace contributiva è una misura sperimentale istituita con l’ultima riforma pensioni che consente di riscattare periodi non coperti da contribuzione. Se non avverranno proroghe dal primo gennaio 2022 non sarà più in vigore. Pertanto chi fosse interessato dovrà affrettarsi e effettuare l’operazione entro il corrente anno.
A questa opportunità possono accedere solo coloro che non hanno contributi versati prima del 1996 ed i periodi riscattabili si devono collocare tra la prima iscrizione alla previdenza ( vale a dire il primo versamento) che deve essere successivo al 31 dicembre 1995 ed il 28 gennaio 2019. I periodi riscattabili devono rientrare entro il limite massimo di 5 anni.
Questo provvedimento, denominato pace contributiva, è una misura che può interessare tutti coloro che hanno bisogno di raggiungere il requisito contributivo per l’accesso alla pensione di vecchiaia liquidata con il sistema contributivo oppure per aumentare la misura della propria pensione. Ricordiamo che il sistema contributivo ( quello che tiene conto di tutti i contributi versati effettivamente durante i periodi lavorativi) pone delle soglie per poter eccedere alla pensione: 1,5 volte l’assegno sociale per la pensione di vecchiaia e 2,8 volte l’assegno sociale per quella anticipata contributiva a 64 anni (l’importo dell’assegno sociale per quest’anno è stabilito in euro 460,28 per tredici mensilità):
Gli anni da riscattare saranno calcolati con modalità agevolata calcolati con il sistema contributivo. Ci sono regolae generali che valgono per tutte le situazioni possibili.
1)ad ogni anno da riscattare va applicata l’aliquota vigente nella gestione previdenziale a cui appartiene l’iscritto ( 33% per i lavoratori dipendenti) per il reddito imponibile degli ultimi 12 mesi ( imponibile ultimi 12 mesi x aliquota contributiva x numero anni da riscattare.
2)l’imponibile è da rapportare a mese o settimana qualora non risultino annualità intere.
3)quando l’imponibile è inferiore al reddito minimale, o non sono percepiti redditi, l’aliquota si applica sul minimale annuo.
La somma da pagarsi può essere rateizzata, senza interessi, per un massimo di 120 rate mensili, quindi 10 anni di tempo.
Si potrà coinvolgere eventualmente il datore di lavoro che potrà pagare tutto o parte della somma devolvendo premi di produzione spettanti al lavoratore.
Si potrà analizzare la propria posizione assicurativa e prendere le decisioni adeguate consultando un Patronato, come 50&più, presente coi propri uffici presso tutte le sedi della Confcommercio.
Ottavio Righini
