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Parco Eolico in Adriatico

Premetto che non sono contrario all’energia pulita ed alternativa. Ma a mio parere ci sono dei limiti e non sempre quello che apparentemente è pulito può essere giusto. Devo confessare che ho una certa avversione alle pale eoliche per la produzione di energia elettrica. E questa avversione mi è venuta qualche anno fa durante una vacanza in Calabria. Un pomeriggio nuvoloso anziché fermarmi al mare, su consiglio di un amico, presi la macchina i visitai uno dei “parche eolici” nella compagna di Crotone. Una serie di mostriciattoli sparsi sulle colline della zona a far brutta mostra di sé. Quasi tutte ferme, quindi inutilizzate, pensai per colpa della mancanza di vento (quanto ne serve per farle produrre?). Non era così. Avvicinai qualche abitante del luogo e tutti mi confermarono che era da tempo che non “giravano” e non si spiegavano il perché. Ma una cosa capii per quel parco almeno, che c’era la mano della mafia. Ma non vuol dire che la mafia sia in tutti i parchi eolici, ci mancherebbe. 

Così rientrai con l’idea che produrre energia pulita sporcando il paesaggio non era una scelta di saggezza, anzi. Così ho ricominciato a considerare il problema, perché tale è, dall’estate scorsa quando si è concretizzata l’idea di costruirne uno al largo della costa romagnola. Segnatamente davanti alla spiaggia di Rimini. Apriti cielo! Gnassi e tutta Rimini turistica sono insorti e categoricamente hanno detto no a questa pessima ipotesi. Così la palla è passata a Ravenna, dove per la verità non è successo nulla. Tutti evidentemente d’accordo, Confindustria in primis, amministratori a ruota. Tanto le spiagge di Ravenna non hanno l’appeal di quelle riminesi e neppure i turisti, quindi questa zona era la scelta giusta. Non nascondo che turisticamente Rimini è molto più importante dei sette lidi ravennati, ma ciò non toglie che ciò che è brutto e intollerabile a Rimini non lo sia anche a Ravenna. Ma qui non s’è mosso quasi nessuno, anche i politici di minoranza sempre pronti all’intervento anche per una buca in una strada ma ammutoliti su questo problema, perché un problema sarà. Così ho scritto una lettera al Carlino Ravenna, ricevendo una risposta “politica” da una brava redattrice locale. Poi però almeno un altro lettore ha fatto pubblicare una lettera di protesta ed un settimanale locale Ravenna24ore, ha riproposto la questione come problema da risolvere.

Oltretutto Ravenna è anche uno dei principali porti dell’Adriatico con navi mercantili e da crociera ( si spera) in continuo aumento che dovranno fare i conti con una sessantina di piloni messi in mezzo al mare dalle otto alle tredici miglia, come una scogliera artificiale ( o i pali di uno slalom sciistico). Magari in mezzo alla nebbia che qui è ritornata di casa ( anche se le navi e le barche maggiori hanno i radar). Le normali rotte dovranno cambiare, e sarà così agevole? 

A mio modestissimo parere le pale in mare per la produzione di energia pulita non sono la risoluzione del problema che esiste, eccome, qualche altra cosa bisognerà pensare. E non dico neppure non nel mio giardino. Dico no al parco eolico in mare Adriatico!

Ottavio Righini

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