Il coordinamento dei pensionati lavoratori autonomi, CUPLA, al quale aderiscono tutte le sigle italiane del settore ( fra le quali 50&più di Confcommercio) ha inviato un corposo documento al nuovo Presidente del Consiglio Giorgia Meloni contenente una serie di suggerimenti e richieste che vertono sul problema in generale delle Pensioni ed in particolare a quelle dei lavoratori autonomi, oltre 100 mila sono in Romagna.

Nel documento si auspica di poter proseguire, e se possibile migliorare, il colloquio diretto fra CUPLA e GOVERNO con i temi dell’invecchiamento attivo, della non autosufficienza e sulla politiche rivolte alla famiglia.  Si mettono in risalto in modo specifico redditi da pensione e potere di acquisto, salute, non autosufficienza, invecchiamento attivo e inclusione.

Viene avanzata anche la proposta di istituire, sui temi trattati, un tavolo di lavoro permanente composto dai Ministri interessati, dalle Organizzazioni Sindacali dei pensionati, dal Volontariato, dal Terzo settore e dall’ANCI, nel quale si possa avviare un confronto costante utile a definire le azioni da realizzare nel futuro tese a risolvere le attuali criticità.

Si ritiene, prosegue la richiesta, molto utile ad inizio legislatura, programmare con le istituzioni una attività quinquennale unificata in una visione di insieme sul “mondo anziano” che poi possa meglio svilupparsi sui diversi tavoli ministeriali al fine di realizzare, con un confronto mirato un PATTO PER E CON GLI ANZIANI teso ad individuare il ruolo strategico che gli anziani possono svolgere nel prossimo futuro.

Conclude poi il documento, che si continuerà a tutelare i più fragili, a sviluppare attività rivolte all’invecchiamento attivo e a difendere il reddito dei pensionati ma anche a sviluppare temi più specifichi che interessano la vita degli anziani, quali la cultura,i valori, l’impegno civico, l’assunzione di responsabilità dentro un quadro generale condiviso e partecipato.

In questi giorni sono stati resi noti i dati sui costi delle pensioni, che puntualmente riportiamo. Nel 2021 sono stati erogati 286 miliardi per il pagamento di tutte le pensioni  in Italia ( contro una spesa per il servizio sanitario nazionale di 128 miliardi), per il 2022 le pensioni costeranno 297 miliardi, nel 2023 la spesa sarà di 321 miliardi, nel 2024 sarà di 345 miliardi e nel 2025 sarà di 3055 ( mentre le spese per la sanità tenderanno a diminuire, non so per quale ragione, e nel 2025 si attesterà a 129 miliardi). Finiamo con gli incassi totali dello Stato dal sistema fiscale: nel 2021 incasso 857 spese per 986 miliardi, nel 2022 gli incassi saranno pari a 932 miliardi con spese di circa 1.000 miliardi).

Ottavio Righini

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