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Pensione alle casalinghe, ecco come funziona

Ottavio Righini

C’è una categoria di lavoratori (quasi sempre lavoratrici) che lavora 365 giorni l’anno, normalmente senza uno stipendio, sempre disponibile praticamente h.24: sono le casalinghe, che però, come vedrete se proseguirete la lettura, possono adoperarsi per avere una pensione in età matura ( non diciamo a fine impegno lavorativo, poiché è anche normale che queste lavoratrici non raggiungano mai al termine dell’attività lavorativa!).

La pensione casalinghe dell’INPS è stata istituita nel 1997 per la salvaguardia delle persone che si dedicano alla  cura della casa e della famiglia a tempo pieno, senza essere pagate o comunque retribuite in alcun modo. Per queste persone ( è stata chiamata “pensione alle casalinghe”, ma vale anche per gli uomini) il Fondi di previdenza, coperto unicamente da contributi versati dagli iscritti, garantisce una pensione di vecchiaia o una pensione di inabilità nel caso di impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa, a prescindere dall’età.

Questi i requisiti. Per iscriversi a questo Fondo di deve essere nella fascia di età fra i 16 ed i 65 anni, e come detto, vale per entrambi i sessi, a patto che: -svolgano lavoro in famiglia non retribuito connesso con responsabilità familiari, senza vincoli di subordinazione; -non siano titolari di pensione diretta; -non prestino attività lavorativa dipendente od autonoma per le quali sussista l’obbligo di iscrizione ad altro ente o cassa previdenziale; – prestino attività lavorativa part-time, se in relazione ad orario e retribuzione percepita, si determini una contrazione delle settimane utili al diritto di pensione.

La domanda di iscrizione per la Pensione casalinghe del 2018 per le persone che lavorano senza retribuzione ( in famiglia, unico luogo dove è consentito) deve essere presentata in via telematica all’INPS, o direttamente se si possiede un PIN INPS, o contattando il numero verde INPS 803.164, ovvero recandosi presso un Patronato, che potrà del tutto gratuitamente provvedere ad ottenere l’iscrizione. Se non vi sono condizioni ostative la domanda è accettata automaticamente e il richiedente potrà iniziare ad effettuare i versamenti.

Per l’anno in corso l’importo da versare è libero: versando un contributo mensile minimo di euro 25,82 l’INPS potrà accreditare un mese di contribuzione, per accreditare un intero anno sarà necessario il versamento minimo di 310 euro. ( per esempio se nell’anno verrà versata la somma di 110 euro, l’INPS riconoscerà 4 mesi di versamenti). I versamenti avvengono con appositi bollettini postali disponibili presso l’INPS o scaricati dal sito dell’Istituto.

Importante i contributi versati all’INPS per la Pensione casalinghe sono interamente deducibili dal reddito in sede di dichiarazione annuale anche per familiari fisicamente a carico.

Ma vediamo le prestazioni erogate. – Pensione di inabilità: spetta nel caso in cui l’iscritto sia assolutamente e permanentemente impossibilitato a svolgere qualsiasi attività ( occorrono almeno cinque anni di contributi versati). –Pensione di vecchiaia: a partire dal 57° anno di età può essere richiesta questa pensione a patto che siano stati versati almeno 60 mesi ( cinque anni) di contributi. Requisiti per questo tipo di pensione:- viene erogata solo se l’importo maturato è almeno pari all’ammontare dell’assegno sociale aumentato del 20%; -si prescinde dall’importo al compimento del 65° anno di età: -non è riconosciuta la pensione ai superstiti; -l’importo è calcolato in base al sistema contributivo, non integrabile al minimo.

Obbligo di iscrizione all’INAIL: una legge del 1999 ha istituito una polizza contro gli infortuni domestici, che riguarda appunto le casalinghe ( di entrambi i sessi) di età compresa fra i 18 ed i 65 anni. Il premio annuo è molto contenuto, si tratta infatti di una somma pari a 12,91 euro, ed è carico dello Stato in caso di famiglie con reddito che non superi i 9.296,22 l’anno.

Ottavio Righini

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