Parlare di pensioni in questo momento è come visitare una selva intricata. Fra quello che c’è, quello che vorrebbero fare al Governo, quello che potranno realmente fare, quello che riusciranno a fare ci si perde con grande facilità. Ma oggi comunque ci sono dei punti fermi ( al momento) sui quali vogliamo soffermarci, pronti ad informare allorché usciranno le novità applicabili con certezza. 

Dal prossimo primo gennaio ci sarà l’adeguamento dell’ aspettativa di vita di 5 mesi, che si tradurrà in un innalzamento dell’età della pensione di vecchia a 67 anni e 10 mesi e per la pensione anticipata un incremento contributivo a 43 anni e 3 mesi per gli uomini, per le donne un anno in meno. ( In Parlamento stanno lavorando per i cambiamenti!).

Per molti lavoratori l’età resterà comunque quella attuale di 66 anni e 7 mesi, mentre la pensione anticipata la contribuzione si fermerà a 42 anni e 10 mesi, per le donne sempre un anno in meno. Questo beneficio spetta attualmente alle persone che svolgono lavori gravosi e usuranti, i quali oggi godono di un congelamento sull’aspettativa di vita valido fino all’anno 2020.

Vediamo qualche particolare. Negli ultimi 10 anni devono essere state svolti almeno 7 anni di attività gravose, con contributi versati per almeno 30 anni, e non aver richiesto l’Ape sociale. Per le attività usuranti stessi anni di 7 su 10 ultimi, ma in alternativa con metà di tutta la  vita lavorativa!

Vediamo chi può ritenersi appartenere alla platea dei lavoratori gravosi o usuranti. E’ un elenco un po’ noioso ma necessario.  

Lavori gravosi: operari industria estrattiva, dell’edilizia; conduttori di gru o simili; conciatori di pelli; conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; conduttori di mezzi pesanti; personale sanitario con lavoro a turno; addetti assistenza non autosufficienti; insegnanti scuole infanzia; facchini; personale addetto a servizi di pulizia; operatori ecologici; marittimi; pescatori; operai agricoli; lavoratori siderurgici:

Lavori usuranti: lavoratori cave e miniere; lavoratori in galleria; lavoratori in cassoni ad aria compressa; palombari; lavoratori in luoghi ad alte temperature; lavoratori del vetro; lavori espletati in luoghi ristretti; lavori di asportazione amianto; lavori notturni; addetti alle catene di montaggio; conducenti di automezzi con persone a bordo e trasporto collettivo.

Un decreto del 18 aprile scorso prevede che il lavoratore debba produrre apposita istanza telematica all’INPS, ma attenzione a tutt’oggi l’Istituto NON ha ancora messo a disposizione il canale per la presentazione di tale istanza!

Aspettiamo: magari buone nuove dalle intenzioni espresse dal nuovo Governo .

Ottavio Righini

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