Dal 1° febbraio fino al 28 febbraio 2023 il personale della scuola potrà presentare le dimissioni dal servizio per accedere alla pensione anticipata flessibile. In particolare viene disposta la riapertura dei termini per l’accesso del personale docente, educativo, IRC, ATA e per i dirigenti scolastici, escluse le province di Trento e Bolzano, e quota 103, Opzione donna e APE Sociale.

OPZIONE DONNA. Le istanze di opzione donna dovranno essere presentate, tramite il sistema Polis, entro il prossimo 28 febbraio, Ricordiamo che deve essere formulata una sola istanza, in cui gli interessati devono anche esprimere l’opzione per la cessazione dal servizio o per la permanenza a tempo pieno. Le domande entreranno in vigore dal prossimo 1° settembre 2023.

QUOTA 103. Le istanze di quota 103 dovranno essere presentate attraverso il sistema Polis in una unica istanza in cui esprimere opzione per la cessazione del servizio oppure per la permanenza a tempo pieno. Anche in questo caso la domanda avrà poi effetto a partire dal 1° settembre 2023.

APE SOCIALE. Infine ricordiamo che la Circolare ricorda che la Legge di Bilancio 2023 ha posticipato al 3\1 dicembre di quest’anno la scadenza della sperimentazione dell’APE SOCIALE per i lavoratori dipendenti che svolgono attività gravose. Nel comparto istruzione questa categoria includono i professori di scuola primaria, pre-primaria e professioni assimilate. Nel merito precisa inoltre che le insegnanti che hanno presentato di cessazione e Polis per Opzione donna con esito positivo e che presenteranno anche la domanda di riconoscimento delle condizioni per l’accesso all’APE SOCIALE entro e non oltre il 31 marzo 2023 potranno comunicare tempestivamente alla competente struttura territoriale INPS la rinuncia alla domanda di pensionamento opzione donna eventualmente già presentata.

PENSIONI SCUOLA. Pensione di vecchiaia con almeno 20 anni di contributi e 67 anni di età; Pensione di vecchiaia con almeno 20 anni di contributi e 67 anni di età nel regime contributivo puro con rendita non inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale; Pensione di vecchiaia con almeno 5 anni di contributi e 71 anni di età; Pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi ( 41 anni e 10 mesi per le donne); Pensione anticipata a 64 anni di età con almeno 20 anni di contributi nel regime contributivo puro con rendita non inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale; Pensione in totalizzazione con 66 anni di età e 20 anni di contributi e 20 anni di contributi o 41 anni di contributi con qualsiasi età; Pensione con quota 100, quota 102 per chi ha cristallizzato il diritto; Pensione quota 1023; Opzione donna, 60 anni di età e 35 di contributi; Ape sociale, con 65 anni di età e 36 o 30 di contributi; Precoci con 41 anni di contributi.

Viste le complessità dei calcoli e delle richiesta si consiglia sempre la collaborazione di un Patronato, come 50&più, presente con i propri uffici aperti a tutti presso le sedi di Ascom/ Confcommercio.

Ottavio Righini

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