Qualche giorno fa si è svolto a Roma un convegno, organizzato da CUPLA ( Coordinamento Unitario Pensionati Lavoro Autonomo) dal titolo “ Difesa del potere di acquisto degli anziani”. Vari i relatori che hanno portato i loro contributi sul tema alla presenza del Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Tiziana Nisini.

Dai risultati del Rapporto CER-CUPLA si evince che tra il 2009 ed il 2021 il potere di acquisto delle pensioni si è ridotto in modo considerevole. Per le pensioni fino a 1.500 euro lorde mensili la perdita è stata dal 3,5 al 4%. Maggiore la perdita percentuale nel caso di pensioni più consistenti, con un reddito mensile lordo di 2.000 euro il valore reale è diminuito del 7% e addirittura dell’11% per le pensioni lorde mensili di 4.000 euro. Con questi dati piuttosto preoccupanti cumulando le perdite registrate nel periodo preso in considerazione si arriva a somme considerevoli che vanno dai 4.200 euro per i pensionati da 1.000 euro mensili lordi ai 34.000 euro per i pensionati con un assegno loro mensile da 4.000 euro. Ancora in grande evidenza il carico fiscale dei pensionati nei confronti dei lavoratore dipendenti che sono meno vessati fiscalmente, e neppure la buona volontà espressa nella Legge di Bilancio 2022 a pareggiato i conti.

Le pensioni, è emerso nel convegno, si sono impoverite a causa dell’effetto combinato di due fattori: il meccanismo di adeguamento automatico del valore delle pensioni alle variazioni dei prezzi e l’aumento del prelievo fiscale sui redditi pensionistici, e se poi si aggiungono gli aumenti degli ultimi lesi di gas ed energia elettrica oltre agli aumenti di carburanti e generi alimentari si raggiungono situazioni che portano molti pensionati, non solo quelli della minima, a rasentare la condizione di povertà. ( Ecco una delle ragioni che negli ultimi dieci anni i poveri sono raddoppiati nel nostro Paese).

Ma CUPLA non si è limitata a denunciare la situazione di grande disagio dei pensionati in generale, ma ha formulato una serie di proposte per il futuro e per l’immediato. Sostenere i redditi dei pensionati, specialmente di quelli più deboli; adeguare, cominciando da subito, i trattamenti minimi di pensione per arrivare ad almeno il 40% del reddito medio nazionale; riforma del meccanismo di rivalutazione adottando l’indice dei prezzi al consumo dei Paesi dell’Unione Europea; colmare lo svantaggio della tassazione che oggi hanno le pensioni, uniformandolo a quello dei lavoratori dipendenti.

CUPLA vuole promuovere per il prossimo futuro una continua sensibilizzazione con tutti i Gruppi Parlamentari in occasione della discussione del Bilancio previsionale pubblico 2023 e intende farlo in accordo anche con le Organizzazioni sindacali dei pensionati del lavoratori dipendenti della Cgil, Cisl ed Uil.

Proprio in questi giorni sono stati resi pubblici i dati sulla qualità delle vita dei cittadini in tutte le province italiane. Brevemente estrapoliamo i dati che riguardano gli “anziani” nelle tre province Romagnole. Ravenna si piazza in 27^ posizione mentre Forlì Cesena è in 34^ posizione, molto più indietro oltre la metà della classifica Rimini che si piazza al 60° posto. Meritiamo di meglio e speriamo che si lavori con questo obbiettivo.

Ottavio Righini

”Conad”/
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