Si tratta di un’erogazione particolare rivolta a donne vittime di violenza elargito dall’INPS che con una circolare appena pubblicata ne spiega le caratteristiche che vediamo.
Il reddito di libertà è riconosciuto alle donne seguite dai centri antiviolenza, con o senza figli minori, che sono sostenute nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza e per aiutarle nell’acquisizione dell’autonomia personale ed è stato finanziato per il corrente anno con 3 milioni di euro.
La misura, informa l’INPS, è volta a contenere i gravi effetti economici derivanti dall’emergenza Covid 19 in particolare per quanto riguarda le donne in condizione di maggiore vulnerabilità. Avendo anche l’obbiettivo di favorire, attraverso una certa indipendenza economica, percorsi di autonomia e di emancipazione di tutte quelle donne che oltre ad essere vittime di violenza versano anche in condizione di povertà ( spesso le due cose purtroppo unite).
Il Reddito di Libertà consiste in un contributo economico stabilito in 400 euro mensili pro capite per dodici mensilità a favore di donne che si trovino nelle seguenti condizioni: vittime di violenza, sole o con figli minori, seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle regioni e dai servizi sociali in percorsi di fuoriuscita dalla violenza.
Le destinatarie di questo contributo straordinario sono le donne residenti in Italia che siano cittadine italiane e cittadine della Comunità Europea, e nel caso siano in possesso di regolare permesso di soggiorno, anche alle cittadine extracomunitarie. E comprende anche le donne straniere aventi lo status di rifugiate politiche.
Questa elargizione è compatibile con il reddito di cittadinanza, REM, Naspi, Cassa integrazione guadagni e Assegni per il nucleo familiare. Ed è esente dall’Irpef.
Le richieste saranno inoltrate all’INPS dagli uffici del Comune di residenza dell’avente diritto e dovranno contenere tutte le informazioni ed i documenti attestanti le condizioni di bisogno, l’urgenza del provvedimento, la dichiarazione che attesti il percorso di emancipazione.
I Patronati, come 50&più che ha i propri uffici presso tutte le sedi di Confcommercio, sono in grado di assistere le donne interessate per facilitare l’inoltro delle richieste, che comunque presentano sempre dei percorsi burocratici non semplici da interpretare nel modo corretto.
Ottavio Righini








