L’Inps ha recepito il DM del novembre scorso che stabilisce lo stop agli incrementi per il prossimo biennio e certifica che dal punto di vista degli adeguamenti alle aspettative di vita, il prossimo scatto si avrà solo nel 2023. Pertanto per quest’anno e per il prossimo nulla cambierà dal punto di vista dei requisiti da maturare per poter andare in pensione. Pertanto i requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia resteranno pari a 67 anni così come il requisito dell’anzianità contributiva necessaria per la pensione anticipata. L’ultimo cambiamento si è avuto nel 2019 quando si sono avuti cinque mesi di aumento, che hanno portato all’aumento dell’età e dei contributi.

Invece dal primo gennaio 2023 i requisiti saranno adeguati all’aspettativa di vita, così come previsto dalla legge del 2010.

Chi non ha ancora maturato i requisiti per l’accesso alla pensione anticipata dovrà pertanto attendere il compimento del 67esimo anno di età per poter presentare apposita domanda di pensionamento. Coloro che svolgono attività particolarmente gravose o siano addetti a lavori faticosi possono presentare domanda a 66 anni e 7 mesi di età.

Restano immutati, in questo caso fino al 31 dicembre 2026, i requisiti di accesso alla pensione anticipata. Chi ha accumulato almeno 42 anni e 10 mesi di contributi ( un anno in meno per le donne) potrà presentare domanda di pensionamento indipendentemente dall’età anagrafica. Il diritto di trattamento pensionistico si perfeziona trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti di legge.

Lo stesso provvedimento ha anche bloccato sempre fino al 2026 il requisito alla pensione precoci a 41 anni di contributi ( ricordando che per questo tipo di pensione bisogna avere almeno un anno di contributi versati entro il compimento del 19esimo anno di età).

Ottavio Righini

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