Le regole delle pensioni in Italia cambiano piuttosto e troppo spesso. Non è facile seguirle neppure da parte degli addetti ai lavori. Ma sono veramente milioni gli interessati: coloro che sono in pensione che temono, in tempi di vacche magre, dei tagli; quelli che stanno per raggiungere l’agognato traguardo (!) i quali non sanno fino all’ultimo giorno quali saranno le regole a loro dedicate; quelli che lavorano e sperano di vedere i loro contributi ( non pochi) capaci di rendere il periodo della maturità tranquillo. Ad ogni Governo che cambia si aggiungono novità, tagli o aggiustamenti, troppo spesso venati da improvvisazione. E ci piace ricordare quanto ha scritto un collega vero esperto della materia, Gianni Tel di 50&più, recentemente. “Le politiche che nel tempo hanno fatto crescere diseguaglianze e povertà sono venute da scelte di maggioranza e di Governo che avrebbero potuto essere diverse: Manca, ed è preoccupante, un approccio professionale al problema, in economia, in previdenza, nella gestione complessiva delle istituzioni e della società.” Parole che ci sentiamo di condividere totalmente.

Ma vediamo di sintetizzare quanto ci riserva oggi il problema che da tempo affrontiamo: le pensioni.

Quota 100. La platea dei potenziali interessati a “quota 100” ( 62 anni di età e 38 anni di contribuzioni) dovrebbero essere quest’anno circa 290 mila ( ad aprile sappiamo che saranno pagate 25 mila di queste pensioni). Il 40% dipendenti pubblici. Questo innovativo progetto pensionistico avrà, al momento, durata triennale 2019/2021. Successivamente se ne riparlerà. Funziona con finestre trimestrali diversi fra lavoratori del pubblico e del privato. Sta attirando un discreto numero di interessati, ma è necessario porre molta attenzione prima di accedervi. Ci sarà un taglio della pensione determinato dai minori contributi totali che cresce in base agli anni di anticipo: dal 5% per anticipo di un anno al 30% per anticipo di 4 anni ( che diminuiscono determinati dal fatto che si ricevono in totale più anni di pensione, quindi il conto corretto si attesta allo 0,22% per l’anticipo di un anno al 9% per l’anticipo di 4 anni). Altro elemento da tener conto, sopratutto per i lavoratori autonomi, l’impossibilità di avere altri redditi di lavoro superiori a 5mila euro annuo, fino al raggiungimento dell’età della pensione di vecchiaia, oggi di 67 anni.

Opzione donna. Lo stesso Decreto della Legge di Bilancio 2019 contiene anche la proroga di un anno della cosiddetta “opzione donna”, vale a dire la possibilità di ottenere la pensione in anticipo con il meno vantaggioso metodo del calcolo contributivo. Sono interessate le lavoratrici dipendenti ed autonome con 58 e 59 anni di età e 35 anni di contribuzioni raggiunta al 31 dicembre 2018. Come detto la scelta non è indolore poiché il calcolo contributivo porta a decurtazioni che possono arrivare ad oltre il 25% ( ma si hanno più anni di pensione, e più anni di godimento di tempo in famiglia).

Pensione anticipata. Per la pensione anticipata ( ex anzianità) è prevista la cancellazione dell’aspettativa di vita ( un vantaggio) fino al 2026 prevedendo per tutto il periodo 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini.

Ape sociale. E’ sempre disponibile l’anticipo pensionabile nelle tre versioni: sociale, volontario, aziendale. In particolare l’Ape sociale è a carico della fiscalità generale chiede 63 anni di età e l’appartenenza a speciali categorie ( disoccupati, caregivers, invalidi civili, addetti a lavori gravosi). 

Per riepilogare proponiamo un riepilogo di come andare in pensione nel 2019.

Pensione di vecchiaia: età 67 anni con 20 anni di contributi.

Pensione di vecchia contributiva: età 71 anni con 5 anni di contributi.

Pensione anticipata donne: 41 anni e 10 mesi di contributi.

Pensione anticipata uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi.

Quota 41( lavoratori precoci): 41 anni di contributi.

Quota 100: età 62 anni e 38 anni di contributi.

Pensione anticipata contributiva: età 64 anni con 20 anni di contributi.

Opzione donna dipendenti: età 58 anni con 35 anni di contributi.

Opzione donna autonome: età 59 anni con 35 anni di contributi.

Ape sociale ( lavori gravosi): età 63 anni con 30 o 36 anni di contributi.

Ottavio Righini

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