Nelle prime ore di lunedì gli investigatori del Commissariato di P.S. di Faenza e della Squadra Mobile della Questura di Ravenna hanno tratto in arresto S. A., 45enne originario della Puglia e residente a Castel Bolognese, incensurato ed attualmente disoccupato, con l’accusa di avere commesso, tra il novembre 2017 e l’aprile 2018, cinque rapine a mano armata nel comprensorio faentino, precisamente quattro ai danni dell’Ufficio Postale di Via Azzurrini (il 16 novembre del 2017 – il 13 e 28 marzo e il 24 aprile del 2018) e una ai danni del supermercato Coop di Via Fornarina (26 aprile del 2018), all’interno del Centro Commerciale Borgo d’Urbecco, tutte perpetrate con il volto travisato ed armato di pistola. Nei 5 colpi il pugliese avrebbe messo insieme un bottino di 3.800 euro.
L’input investigativo nei confronti del soggetto è stato fornito da un mirato servizio antirapina, effettuato dagli investigatori del Commissariato di P.S. di Faenza che lo individuava con atteggiamenti sospetti, dopo essere uscito da un supermercato del centro faentino.
I successivi approfondimenti investigativi hanno rivelato come l’uomo fosse presente nelle circostanze e nei luoghi degli eventi delittuosi; in particolare, l’analisi del traffico telefonico, i riconoscimenti acquisiti dai testimoni e le comparazioni delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, nonché da ultimo una perquisizione domiciliare, hanno consentito di acquisire gravi elementi probatori a carico di S.A, tra i quali alcuni degli indumenti indossati durante la consumazione dei reati ed una scatola per pistola softair, arma giocattolo perfettamente compatibile con quella utilizzata dal rapinatore.
Valutato il quadro probatorio prodotto dagli investigatori, che ha evidenziato un concreto pericolo di fuga di A.S. che, negli ultimi giorni, risultava avere venduto l’immobile/abitazione per una asserita volontà di trasferirsi all’estero con l’intero nucleo familiare, il Pubblico Ministero dott.ssa Angela Scorza, titolare del fascicolo processuale, ha inteso emettere il provvedimento di fermo che, appunto, è stato eseguito associando l’arrestato alla Casa Circondariale di Ravenna.
