La Procura di Ravenna ha chiuso l’inchiesta sugli ex funzionari Hera coinvolti in un’indagine che aveva visto anche una retata. A gennaio ci furono gli arresti.
Uno degli uomini arrestati è un ex assessore PD, Roberto Gambetti, ai domiciliari per concussione e induzione indebita, già assessore ai Lavori pubblici nella giunta PD a Massa Lombarda. Con il collega Andrea Galliani, dal 2004 avrebbe preteso soldi e favori per oltre 250.000 da parte di ditte appaltatrici in cambio di alcune facilitazioni nei pagamenti dei lavori effettuati: ristrutturazioni, televisori, tartufi, tablet, arredamenti, impianti di aria condizionata e antifurto.
E sponsorizzazioni per il Partito Democratico: sarebbero state anche indebitamente richieste e ottenute sponsorizzazioni per eventi organizzati dal PD a Massa Lombarda. I due funzionari avevano il potere di decidere le tempistiche nei pagamenti delle aziende edili, operando nella vigilanza tecnica e contabile sui cantieri. Il comandante provinciale delle Fiamme Gialle Andrea Fiducia dichiarò che “la reiterazione degli episodi indica una particolare determinazione criminosa: non siamo di fronte al singolo caso ma a un sistema consolidato per acquisire vantaggi personali”.
Gli indagati ora sono sette, nel frattempo tutti ex dipendenti della multiutility.
Le indagini portate avanti dalla Guardia di Finanza e coordinate dal Procuratore Alessandro Mancini e dal Sostituto Monica Gargiulo sono quindi proseguite coinvolgendo anche un 50enne faentino che dovrà rispondere di estorsione, un 63enne di Castel Bolognese, assistente di cantiere per Hera-Imola Faenza srl, accusato di concussione continuata per oltre 87mila e 500 euro, un 63enne di Imola che ricopriva cariche in società del gruppo Hera e che avrebbe costretto l’imprenditore ad accettare cifre molto basse in cambio di costosi lavori eseguiti nella sua abitazione di Imola, altrimenti non avrebbe più lavorato. Coinvolti anche un altro 63enne di Imola, dipendente di Hera, accusato di aver ricevuto dall’imprenditore oltre 74mila euro tra contanti e altri beni e un 60enne di Casalfiumanese, dipendente di Hera spa, accusato di aver ricevuto indebitamente in totale 8 mila euro. A far partire l’indagine un imprenditore che aveva raccontato di ‘mazzette’. Fra una ventina di giorni la Procura chiederà con tutta probabilità il rinvio a giudizio al Gip.
Il COMUNICATO DI HERA
Il Gruppo Hera ha appreso solo oggi dalla stampa degli ulteriori sviluppi nell’inchiesta della Procura di Ravenna e valuterà le misure da adottare a propria tutela una volta acquisita la documentazione, al momento non nella disponibilità della Società.
Si ricorda inoltre che l’Azienda, già ai tempi in cui è venuta a conoscenza dei fatti, si è costituita nel marzo 2016 attraverso i propri legali, nell’ambito del procedimento, quale persona offesa.
Nel ribadire che è stata prestata la massima collaborazione con la magistratura anche nel caso in esame, il Gruppo Hera si dichiara completamente estraneo ai fatti.
