Anche i cittadini, astenendosi dal distribuire cibo ai piccioni, sono chiamati a contribuire al decoro della città e in particolare del centro storico. La diffusa pratica, oltre ad essere dannosa per gli stessi piccioni, in quanto quasi sempre si tratta di cibo non idoneo per la loro dieta, favorisce anche la diffusione di ratti e topi con conseguenti problemi di carattere igienico sanitario e di degrado urbano. Basti pensare, come evidenziato da un seminario tecnico promosso da Anthea alcuni mesi fa, che un piccione del peso di 350 gr produce ogni anno 12 kg di escrementi.

Lo stesso regolamento della Polizia Urbana, all’Articolo 10 ricorda anche i comportamenti a cui sono tenuti i privati cittadini e gli eventuali obblighi sui manufatti di proprietà: “E’ vietato somministrare alimenti di qualunque tipo a volatili columbiformi ed è necessario verificare la presenza di colonie, dandone eventualmente comunicazione al Servizio Ambiente del Comune oltre che a provvedere con l’installazione di griglie o reti per chiudere accessi a luoghi di sosta o nidificazione”.

Proprio in queste settimane Anthea sta intensificando le attività di controllo e dissuasione. Fra le altre iniziative, è stata attivata una convenzione operativa con l’associazione di volontariato Accademia Kronos dotata di Guardie Zoofile e Ittico-Venatorie con il compito di dissuadere da questi comportamenti, fino alla possibilità di applicare sanzioni. Nel frattempo Anthea posizionerà cartelli per informare i cittadini ed invitarli a non distribuire cibo ai piccioni.

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