Blitz dei Carabinieri contro due gruppi camorristici operanti in provincia di Rimini. Sono 10 le misure cautelari emesse dal Gip di Bologna su richiesta della Dda nei confronti di altrettanti soggetti indagati, a vario titolo, per associazione a delinquere di stampo camorristico estorsione, rapina, sequestro di persona, detenzione e porto abusivo di armi, intestazione fittizia di beni, impiego di denaro di provenienza illecita, lesioni personali aggravate. I Disposto anche il sequestro preventivo di due società, di un autonoleggio e conti correnti per un valore di circa 500mila euro. Oltre che in quella di Rimini, l’operazione è scattata nelle province di Prato, Latina, Caserta e Napoli.
L’indagine è iniziata un anno fa da accertamenti su una attività di noleggio autovetture, la Viserba Rent ed è arrivata a ricostruire le caratteristiche di un sodalizio camorristico capeggiato da Ciro Contini, nipote del boss napoletano Edoardo Contini. Già noti alle forze dell’ordine il suo braccio destro, Antonio Acampa, i ‘gregari’ Cosimo Nicolì ed Armando Savorra, le ‘nuove leve’ Pasquale Palumbo, Francesco Capasso e Fabio Rivieccio. Potevano contare su armi da fuoco ma nei pestaggi di cui sono rimasti vittima altri soggetti, anche loro residenti a Rimini ma legati a clan campani, utilizzavo mazze da baseball e martelli. Quella ai danni di Pio Rosario De Sisto, considerato legato al clan Nuvoletta e sotto estorsione per 30 mila euro, ha scatenato la guerra tra clan e dato altro spessore all’indagine, che era già in corso. Immobilizzato con nastro adesivo e picchiato con martelli e mazze da baseball, in ospedale raccontò una poca convincente versione, tirando in ballo un gruppo di magrebini Dopo De Sisto, il nuovo clan aggredì Giuseppe Ripoli, del gruppo antagonista capeggiato da Massimiliano Romaniello e Antonino di Dato.
Nell’operazione sono impiegati 150 carabinieri, unità cinofile, un velivolo del nucleo elicotteri carabinieri di Forlì, coadiuvati dai Comandi Provinciali competenti per territorio di Prato, Latina, Caserta e Napoli.
L?INDAGINE
Nel mese di ottobre 2018 i militari del Nucleo Investigativo Carabinieri di Rimini apprendevano circostanziate notizie circa l’operatività in località Viserba di Rimini di un’attività di noleggio autovetture gestita da personaggi di origine napoletana dediti all’utilizzo dell’azienda per coprire diverse attività illecite. Veniva quindi avviata una mirata attività tecnica di intercettazione telefonica ed ambientale, che consentiva di acclarare la presenza a Rimini di un sodalizio camorristico capeggiato da Ciro Contini classe ’88, nipote del boss Eduardo Contini, detto ‘o romano’, affiancato dal suo braccio destro Antonio Acampa classe ‘79 e dai gregari Cosimo Nicolì classe ‘77 e Armando Savorra classe ‘57, pluripregiudicati napoletani da anni residenti in Rimini, nonché da giovani e pericolosi “pendolari del crimine”, che da Napoli venivano fatti affluire all’occorrenza a Rimini per commettere azioni violente nei confronti di coloro che non obbedivano ai voleri del gruppo criminoso; tra questi ultimi venivano identificati Pasquale Palumbo classe ‘75, Francesco Capasso classe ’93 e Fabio Rivieccio classe ’91, tutti gravati da numerosi precedenti penali.
Questi sodalizio, insediatosi nella provincia di Rimini con inaudita e spregiudicata violenza, ostentata ad ogni favorevole occasione per ribadire la forte presenza sul territorio, può contare anche su un’ampia disponibilità di armi da fuoco, non disdegnando, peraltro, anche l’utilizzo di armi improprie quali bastoni, mazze e martelli per il compimento di violente azioni di forza, lasciando trasparire una struttura prettamente militare, essendo chiari e ben definiti i ruoli e i compiti di ciascun sodale.
Le indagini hanno consentito altresì di acclarare la commissione da parte del citato sodalizio di violenti pestaggi nei confronti di soggetti pluripregiudicati, ben noti negli ambienti delinquenziali riminesi e storicamente legati a clan camorristici campani, al fine di dare un preciso segnale circa la presenza sul territorio del nuovo gruppo, intenzionato ad insediarsi in questa provincia con l’intento di monopolizzare il controllo delle attività illecite.
La misura cautelare della custodia cautelare in carcere è stata eseguita nei confronti di:
Ciro Contini, Antonio Acampa , Armando Savorra, Cosimo Nicolì, Pasquale Palumbo, Fabio Rivieccio, Francesco Capasso; la misura cautelare degli arresti domiciliari è stata eseguita nei confronti di: Massimiliano Romaniello, Giuseppe Ripoli e Antonino Di Dato.




















