Un sabato (quasi) perfetto. Il ‘povero’ Cesena, che aveva salutato il 2017 con la triste (ed inquietante) prestazione di Cremona, ha cominciato il 2018 con una prova gagliarda. Cazzuta. Contro la corazzata Bari (i Galletti sì che hanno i soldi, mica i bianconeri…), infatti, è maturato un robusto pari di platino. Un pari che assume ancora maggior valore se si va a vedere cosa hanno combinato in questa prima giornata di ritorno gli altri competitors del Cavalluccio (aspettando il Brescia, che fra qualche ora sfiderà l’Avellino, hanno perso tutti: Foggia,Ternana, Ascoli, Pro Vercelli, Entella).
PERDITA PESANTE – Niente facili illusioni, però. Lo sappiamo bene che, in riva al Savio, tanta (troppa) gente, pensa già (stupidamente) di avere la salvezza quasi in tasca. E mira magari più in alto, ai play-off. In silenzio. Errore ma-dor-na-le. Perché la serie B è bastarda. Perché questo Cesena continua ad avere tante lacune (ormai strutturali) che, da qui a fine maggio, si faranno sentire (ancora) pesantemente. Perché il comunque bravo Emmanuello (lo aspettiamo al varco…) non ha le caratteristiche di Kone (perdita pesante, quella del neretto…). Perché il comunque generoso Donkor, a destra, dà sempre l’impressione di avere la…cappella in canna. Perché il comunque esperto Perticone, a sinistra, spesso si trova a suo agio come un vegano alla fiera del baghino di Villa Torlonia (altrochè mercato chiuso in difesa: Fazzi non è un vero terzino, il convalescente Eguelfi non ci convince, entro il 31 gennaio serve un esterno di ruolo!!!).
RETE DA…BRIVIDI – Certo però, non possiamo fare solo i criticoni. I rompicoglioni. Godiamoci quindi pure le cose belle. Laribi, Yallow, Schiavone, mister Castori: il Cesena riparte (ancora) da loro. Anche nel 2018. Con forza. Con grinta. In attesa di tempi (ancora) migliori. Di qualche altro aiutino della Dea Bendata (con l’autogol di Suagher sul Manuzzi è calato il gelo, se avesse segnato pure Cissè i ragazzi della Curva Mare sarebbero morti tutti assiderati… ). E di un altro rinforzo a centrocampo (se poi va via Panico, come sembra, servirà anche un altro esterno attacco…). Che dire di più? Buona domenica a tutti. Ma proprio a tutti. Anche alla ‘simpaticissima’ Barbara D’Urso. Agli juventini. Ai politici di sinistra. A chi nel 2011 ha deciso di mettere questo fottutissimo (e vergognoso) sintetico nel catino dell’ex Fiorita (tal Igor da Gatteo…). E anche a chi dice (sigh…) che il Cesena, per salvarsi, non ha bisogno di altri ritocchini. Ma non diciamo cazzate! Meglio prevenire che curare. O no? E qui, le cure, si possono fare solo fino alle ore 23 del 31 gennaio…
Flavio Bertozzi
CESENA-BARI 1 – 1
CESENA: Fulignati; Donkor, Suagher, Scognamiglio, Perticone; Kupisz (43′ st Cacia), Schiavone (39′ st Emmanuello), Di Noia, Dalmonte (20′ st Vita); Laribi; Jallow. A disp: Melgrati, Agliardi, Mordini, Setola, Esposito, Sbrissa, Ndiaye, Moncini, Panico.All: Castori
BARI: Micai; Sabelli, Diakitè, Marrone, D’Elia; Tello, Basha, Anderson (32′ st Brienza); Improta (44′ st Floro Flores), Kozak (25′ st Cissè), Galano. A disp: De Lucia, Conti, Oikonomou, Balkovec, Fiamozzi, Gyomber, Petriccione, Busellato, Floro Flores, Iocolano. All. Grosso.
ARBITRO: Valerio Marini di Roma.
GOL: 13′ pt Laribi (C), 5′ st Suagher (autogol, B).
